Preparatevi per un’esperienza emozionante e immersiva: Titanic Live arriva a Milano il 10 e l’11 maggio, e precisamente nella meravigliosa cornice del Teatro degli Arcimboldi.

In occasione dello spettacolare show dal vivo, mentre il film scorrerà sul grande schermo, un’orchestra di oltre 100 tra i musicisti migliori al mondo, affiancata da un gruppo di coristi d’eccezione, eseguirà dal vivo le musiche del film in sincrono con la proiezione.

I nostri lettori possono accedere ad una speciale promozione: è disponibile un numero limitato di biglietti a prezzo scontato del 20%! Per usufruirne non dovete far altro che accedere a TicketOne tramite il link che trovate qui sotto. Le disponibilità legate a questa offerta sono limitate, quindi vi suggeriamo di affrettarvi e acquistare il vostro posto il prima possibile.

Clicca per acquistare i biglietti a prezzo scontato

Non trattandosi “semplicemente” dell’ennesimo ritorno di Titanic al cinema, dal 19 marzo, presso il foyer del Teatro degli Arcimboldi, è esposto il modello in scala 1:100 del Titanic, realizzato da Duilio Curradi.

Il modello del Titanic costruito da Duilio Curradi esposto al Teatro degli Arcimboldi

Classe 1938, cinque anni per mari come ufficiale di macchina nella Marina mercantile, tra i massimi esperti del Titanic in Italia, Duilio Curradi ha realizzato questo modello curando ogni minimo dettaglio. Trovate tutte le immagini dell’opera sul sito Miti del Mare.

Realizzare il Titanic in scala 1:100 ha coinvolto Duilio Curradi a tal punto che, durante la costruzione ponte per ponte e locale per locale, ha “vissuto” la nave dei sogni e provato infinite emozioni, come ci ha raccontato nell’intervista che segue.

Duilio Curradi fotografato nel suo cantiere con i suoi modelli.

Lei ha realizzato il modello della nave in scala 1:100, opera che è stata inserita all’interno di mostre itineranti ed è anche andata in tv. Ci può parlare di come e quando è nata l’idea di realizzarlo? 

Io ho cominciato a costruire modelli sin da ragazzino. Mi sono appassionato al modellismo navale molto presto. Per motivi di lavoro mi sono fermato per qualche anno, e ho ripreso l’attività solo negli anni ’80, su sollecitazione del Museo di Camogli, vincendo poi un concorso con il modellino che avevo realizzato. Proprio in quegli anni, e precisamente nel 1985, Robert Ballard aveva scoperto il relitto del Titanic e le foto del ritrovamento fecero il giro del mondo. I miei colleghi di lavoro, sapendo che mi occupavo di modellismo, mi spinsero verso questa impresa “titanica”. Sono partito da 20 fotografie e 4 disegni che un giovane appassionato del Titanic del mio paese si era procurato direttamente da cantiere navale della Harland and Wolff di Belfast. Nonostante dai disegni mancasse quello fondamentale del piano di costruzione, che ho poi realizzato io in seguito osservando le foto del relitto scattate da Robert Ballard, grazie a 8.000 ore di lavoro, 10 anni di pazienza, dedizione e tanta passione, sono riuscito a compiere questa grande impresa.

La sua opera è l’unica riproduzione in Italia completamente arredata all’interno. Come è riuscito a trovare informazioni sull’arredamento del Titanic?

Io ho realizzato l’anima del Titanic. Non è stato assolutamente semplice: il Titanic non aveva una sovrastruttura centrale con cabine, era formato da ponti interi pieni di cabine e di altri locali. Ho deciso che andavano costruiti anche quelli e, grazie ad alcune documentazioni dell’epoca, sono riuscito ad individuare gli stili dell’arredamento interno, ed erano ben 16, tutti diversi. Sono riuscito a ricreali, ma avevo un problema: i colori. Le foto che avevo avuto dal cantiere erano rigorosamente in bianco e nero e, con l’aiuto di un restauratore di mobili antichi, ho individuato i colori prevalenti. Quando è uscito il film di Cameron, nel 1998, ero molto curioso e, oltre alla parte romanzata, a me interessava vedere come era stata ricostruita la nave. Ho scoperto dettagli sulla suite di prima classe che non conoscevo, per esempio.

Sicuramente glielo avranno chiesto in tanti, come mai ha deciso di chiudere la nave pur avendo realizzato e decorato tutti gli interni?

L’arredamento ha pavimenti e pareti finiti con carta opportunamente decorata. Una volta conclusi gli interni, ho deciso di chiudere il modello per renderlo ancora più realistico. Ho realizzato tutte le cabine, le ho finite e adornate, le ho fatte fotografare da un professionista e poi ho chiuso tutto. Guardando il modello gli interni non si vedono, è vero, ma io so che ci sono e che dentro la mia opera c’è un’anima, l’anima del Titanic. È una nave che ha avuto una storia drammatica e va trattata con un certo rispetto. Per me non è una scatola vuota. C’è poi anche una motivazione tecnica: dovevo chiuderlo perchè è realizzato in legno e col tempo si sarebbe deformato.

Parlando del film, ritiene che Cameron abbia fatto un buon lavoro e che l’interesse nei confronti della vicenda del Titanic derivi dalla sua pellicola?

James Cameron ha fatto un ottimo lavoro, ma l’interesse nei confronti del Titanic è nato anche grazie al contesto dell’epoca in cui era stato progettato. La nave rappresentava l’evoluzione tecnica del momento, la sua costruzione aveva toccato l’immaginario collettivo. L’affondamento del Titanic aveva fatto cadere tutti i miti del tempo. Con la tragedia e l’affondamento del Titanic, in fondo, morirono anche le illusioni di un’epoca. Purtroppo questa tragica vicenda è stata da molti commercializzata e qualcuno ha avanzato anche ipotesi strampalate circa il naufragio.

A proposito di questo, qualcuno ha dato la colpa ad un incendio scoppiato nei locali caldaie e mai domato…

Nutro profondi dubbi su questa teoria. In linea teorica è possibile che nei locali carbone possano svilupparsi casi di ossidazione che provocano anche processi di combustione. Non so esattamente cosa sia successo, ma non credo che l’equipaggio avrebbe ignorato un problema simile. Prima della partenza per il viaggio inaugurale, l’incendio era stato ufficialmente domato. L’acciaio del Titanic aveva dei limiti strutturali, dovuti alla metallurgia dell’epoca. Quel tipo di metallo si indeboliva con le basse temperature, al contrario di quello che la maggior parte delle persone può pensare. Io alla teoria dell’incendio non credo assolutamente.

Secondo lei, è stato fatto tutto il possibile per salvare la nave?

In quel momento è stato fatto anche l’impossibile. Pensi che dopo mezz’ora è stato dato l’ordine di abbandonare la nave! Non è stato sbagliato nulla. Il tentativo è stato quello di evitare l’impatto. Il Titanic era dotato di tre eliche: due destrorse, con un movimento in senso orario, e una sinistrorsa, che produceva un movimento in senso antiorario. La nave, sfruttando le due eliche destrorse, accostava meglio a sinistra. Le assicuro che, secondo me, è stato fatto il possibile per salvarla.

Noi vi aspettiamo il 10 e 11 maggio al Titanic Live a Milano. Per tutti i dettagli sull’evento vi invitiamo a visitare il nostro gruppo Facebook cliccando qui.

Ci vediamo sul Titanic!

Il modello in scala 1:100 di Duilio Curradi presso il foyer del Teatro degli Arcimboldi – Photo: Miti Del Mare

Comments are closed.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi