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Nei giorni scorsi abbiamo parlato più volte di American Nightmare, il progetto che vedrà Leonardo sul grande schermo ancora una volta al fianco dell’amico e collega Jonah Hill. Dopo le dichiarazioni di Jonah (che potete leggere cliccando qui), finalmente abbiamo un commento da parte di Leonardo che ha parlato del film al termine di un’intervista rilasciata alla giornalista Anne Thompson pochi giorni fa subito dopo il pranzo all’Oscar Nominees Luncheon. Prima di mostrarvi il video completo, riportiamo la traduzione del passaggio che più ci interessa. Ma preparatevi, perchè non finisce qua.

“Per il momento non vale nemmeno la pena parlarne perchè siamo così indietro nello sviluppo di questo progetto che non sappiamo nemmeno che cosa diventerà. Jonah è una persona con cui mi piacerebbe tantissimo tornare a lavorare, e questa è una storia fantastica, ma non credo che al momento io abbia abbastanza da dire in merito a come realizzeremo questo film.”

Nella recente intervista rilasciata a Variety Leonardo ha parlato di un altro progetto confermato dai media più di un anno fa, precisamente il 1 Novembre del 2012, cioè White City. La storia di è basata sui macabri e reali avvenimenti della vita del Dr. H. H. Holmes ed è stata adattata da Moore dal romanzo di Erik Larson del 2003, The Devil in the White City: Murder, Magic and Madness at the Fair that Changed America. Il racconto è incentrato su Holmes, un medico dell’epoca Vittoriana che attirò e uccise 200 persone durante la World’s Fair del 1983 a Chicago. Nella costruzione del suo Hotel World’s Fair, che divenne conosciuto come il “castello degli omicidi”, Holmes incluse una camera a gas, un forno crematorio e un tavolo di dissezione fra i servizi a disposizione dei suoi ospiti. Il dottore uccise le sue vittime e smantellò i loro corpi per poi venderli per scopi scientifici. Nel progetto Leonardo interpreterà proprio lo spietato killer Holmes.

A seguire trovate un passaggio dell’articolo di Variety:

Di tutti i progetti cinematografici e televisivi in corso alla Appian Way, DiCaprio sembra entusiasta soprattutto per l’adattamento della storia vera di Erik Larson, “The Devil in the White City: Murder, Magic, and Madness at the Fair That Changed America,” in cui l’attore interepreterà il serial killer H.H. Holmes. “Abbiamo già un copione per quello. Stiamo facendo gli ultimi aggiustamenti, ma è spettacolare”, dice. “Voglio assolutamente recitare in quel film. È straordinariamente realistico”. 

Da questi commenti deduciamo che White City potrebbe vedere la luce molto prima di American Nightmare, anche se per entrambi la fase delle riprese sembra essere ancora molto lontana. Quale dei due progetti vi incuriosisce di più?

27 Replies to “Leonardo parla dei suoi nuovi progetti”

  1. Serena ha detto:

    Uhh bello quel progetto su cui si era già parlato tempo fa, su H.H. Holmes, mi aveva ispirato fin da subito, contenta che se ne riparli e che non sia finito tra le voci non confermate.

    Se posso esprimere un desiderio mio personale; a parte questi 2 progetti, che m’ispirano cmq entrambi, mi piacerebbe vederlo in un qualche film più contemporaneo e non in costume, dato che è da un po’ che ci ha abituato a questo genere. Ma in ogni caso mi ritengo super soddisfatta

    Grazie per tenerci costantemente aggiornati, io sono forse una dei pochi che segue Leonardo da molto prima di Titanic, (fin da ‘Genitori in blue jeans’) e finalmente ho/abbiamo un sito e delle persone che con la mia stessa passione e amore seguono questo grande attore, per cui grazie per quello che fate.

  2. sono deluso : spero proprio che facciano prima American Nightmare ,rispetto a The Devil in the White City .The Devil ,da quello che sappiamo ,mi sembra l’unico film di Leo senza un motivo di fondo ,senza morale da insegnare ,senza fine didattico .Sarebbe solo una replica di Jack Lo squartatore .ho paura che Leonardo stia iniziando a fare scelte solo in base al suo umore del periodo e non per interesse professionale vero e proprio.

  3. Ignazio Frenda ha detto:

    Alessandro Perchè sostieni che DiCaprio, riguardo a The Devil in the White City, stia facendo una scelta immotivata? Sinceramente l’entusiasmo che sprizza dalle sue parole a me fa ben sperare, e in oltre mi da la sensazione opposta ad una scelta poco stimolante o “immotivata”.

  4. Sabrina Mustacchio ha detto:

    Il fatto che Leo interpreti un “serial Killer” mi stupisce,quindi staremo a vedere quale dei due sarà meglio per me come film 😉

  5. Ignazio non immotivata ,ma motivata dai suoi capricci : vuole togliersi lo sfizio di fare il film sul killer medico assassino stile Jack lo squartatore e lo fa .finora ha fatto una via di mezzo tra quello che gli piaceva e riteneva moralmente giusto o interessante .Ragazzo assetato di vendetta e origini New York ; uomo che aveva il mondo ai suoi piedi ma è stato battuto dalla sua malattia ; mondo mafioso ; malattie mentali ; differenza tra sogni e realtà ; schiavismo …persino in the wolf c’è una morale . .qui qual’è la morale ?

  6. Ignazio Frenda ha detto:

    Sabrina perchè ti stupisce? Se ripensi a tutti i ruoli da schizzato che ha fatto… insomma… finalmente questo è un punto di arrivo. xD

  7. Sabrina Mustacchio ha detto:

    Hahaha certo ma vedere Leo uccidere mi sembra un nuovo ruolo . sarà un pò più schizzato in questo film xD

  8. Ignazio Frenda ha detto:

    Beh Alessandro però mi pare che tu ti stia fasciando la testa prima di rompertela asserendo che il film “non ha una morale” senza sapere nulla riguardo ad esso. Per il resto io alla morale non ci tengo, mi interessa che un film sia fatto e raccontato bene, ma questo è ovviamente un mio parere personale. Ovviamente tu sei libero di volere le morali in ogni film che guardi, però credo che i tuoi bisogni personali siano certamente scollegati dalle scelte artistiche degli altri.

  9. Setsuka Sakurazuka ha detto:

    Non capisco la questione della morale sinceramente: mi sembra semplicemente che stia continuando a scegliere ruoli stimolanti in quanto attore. La storia di Devil in the White City è ispirata a un personaggio realmente esistito (guarda caso) e credo che lo script contenga molto di più di un serial killer psicopatico. Anche Seven, a ben vedere, è la storia di un serial killer psicopatico, ma con una sceneggiatura, degli interpreti e un regista che lo rendono il film che è *_*. Io non vedo l’ora, sinceramente.

  10. Elena Pastori ha detto:

    Alessandro,abbi fiducia in Leonardo,fin’ora non ha sbagliato un ruolo mi sembra,anzi,e’ andato in crescendo.Il ruolo del serial killer può valere addirittura un Oscar se ben realizzato( penso ad Antony Hopkins o Charlize Theron).Evidentemente Leo e’ interessato ai risvolti psicologici più tortuosi della mente.

  11. Ignazio no certo parlo per percezioni e sensazioni 🙂 .A me interessa avere 2 ore di Leo sullo schermo : per quanto mi riguarda potrebbe fare anche cappucetto rosso e sarebbe bellissimo lo stesso .Però finora io e lui siamo sempre andati d’accordissimo sulla scelta del film: pensavo .stavolta non è il mio genere di film .

  12. Setsuka a me Seven a parte la fine non è piaciuto .la storia della morale è semplicemente il fatto che secondo me lui finora coi suoi ruoli ha voluto anche insegnare qualcosa al pubblico .e il serial killer stile squartatore non mi sembra sia in linea con questa impressione .ma penso ci sorprenderà .

  13. Setsuka Sakurazuka ha detto:

    A me dalle sue scelte è sempre parso chiaro che lui sceglie i film per ciò che possono insegnare, come esperienza artistica, a LUI. Stesso motivo per ci sceglie a volte di fare film tipo Blood Diamond, in cui a stargli a cuore è la tematica, piuttosto che l’esperienza filmica, o il tipo di personaggio rappresentato. Non vedo in lui l’idea di moralizzare alcuno, anche perché se così fosse non farebbe certo film con Scorsese, che ha una visione della morale molto, MOLTO poco affine a quella americana media :D. Poi ripeto, sono idee mie, scaturite dalla lettura di tutte le sue interviste finora. Può sempre darsi che cambi idea (ma spero di no). Seven (e il Silenzio degli Innocenti** citato sopra) è uno dei miei film preferiti, perché lo vedo uno studio perfetto dell’essere umano come vittima e carnefice. Per intenderci, splatter e frattaglie mi fanno senso; mi piace lo studio della psiche fatto da Fincher (e Demme), oltre al finissimo lavoro attoriale in entrambi.

  14. Ignazio Frenda ha detto:

    Appunto, Alessandro, diciamo che questa volta i tuoi gusti e le sue scelte vanno a cozzare più che a collimare; tutto qui.

  15. Ignazio Frenda ha detto:

    Setsuka sottoscrivo in gran parte il tuo post, però penso che comunque qualsiasi artista si premuri di voler mandare un messaggio, non una morale, ma un messaggio (di qualunque tipo sia), che è diverso.

  16. Micky DiCaprio ha detto:

    É questo il vero talento di Leo: interpretare qualsiasi ruolo e personaggio.. io vedrei il film prima di dare un parere 😉

  17. Laura Bartoli ha detto:

    Personalmente credo che per dare veramente un primo giudizio dovremmo più che altro aspettare di sapere quale regista dirigerà i film… immaginate White City diretto da Nolan… ovviamente è utopia ma… IMMAGINATE 😛

  18. Laura Bartoli ha detto:

    Inoltre concordo con Ignazio, più che una morale il film per me deve trasmettere sentimenti. E poi secondo me non è vero che TUTTI i film di Leo hanno una morale, prendi Inception: che morale ha? Per me alla fine nessuna, ma è una figata pazzesca!

  19. Vi rispondo tra un po’ ragazzi (non ne ho voglia dal cell .rispondo subito a te Laura perché la risp che ti devo dare é la più breve .più che morale, Leo sceglie film anche per dare un messaggio come ha detto @Ignazio.in inception , a parte l aspetto innovativo della logica dei sogni , secondo me il messaggio é .Cobb vive mischiando i suoi ricordi con i sogni (cosa proibita ) perché ha un grande senso dei colpa e solo nei sogni può tenere viva sua moglie .lui riesce a distinguere sognie realtà grazie al senso di colpa .Mol invece no .ha preferito dimenticarsi della realta

  20. E per quanto riguarda l aspettare a dare giudizi .avete ragione ma questo non ci impedisce di esprimere pareri sui dati che abbiamo .altrimenti come io devo aspettare a dare giudizi negativi , voi dovete aspettare a dare quelli positivi e non parlerebbe nessuno 😉

  21. Ignazio Frenda ha detto:

    Alessandro, non mi pare che qualcuno abbia dato giudizi, ne tantomeno positivi. Semmai si son esternate aspettative positive, che è diverso. I giudizi (negativi), anzi i pregiudizi, li hai esternati tu; ma abbiamo capito che era uno sfogo riguardo al fatto che il progetto non ti fa simpatia. 😉 Riguardo al “messaggio” per me la faccenda è decisamente più sfaccettata e i messaggi possono essere molteplici anche nella stessa opera; non intendevo dire che dietro ad ogni film c’è un messaggio univoco da cogliere. Mi spiego meglio: visto che citi Inception, non credo che Nolan volesse dare al pubblico un messaggio universale, e che questo messaggio, ad esempio, dovrebbe essere quello che ne hai ricavato tu “non confondere sogni e realtà”. Nolan, più semplicemente, ha fatto un film molto bello, che mette in ballo un po’ di cose (forse anche troppe), e penso che i messaggi c’è li dobbiamo andare a scovare da soli, e non è detto che i messaggi che ne ricaviamo noi siano gli stessi di quelli della mente del regista; ma questo è proprio il bello dell’Arte.

  22. Ignazio per rispondere al tuo messaggio di ieri : si si è tutto soggettivo quello che ho detto .hai fatto bene tu ieri a definire quello che Leonardo lancia con i suoi film un messaggio più che una morale 😀 .il fatto è questo : Leonardo sta si sta rinchiudendo sempre di più ,da quello che mi sembra di leggere tra le righe dalla sua storia ,le sue interviste ,e le sue scelte ,in un proprio mondo cinematografico . .non conosco bene gli altri attori come lui ,ma mi sembra che stia adattando sempre più il cinema alle sue voglie e che non si stia invece adattando lui al cinema .questo è dovuto in parte al fatto che è a un livello talmente alto che non sono i registi a ingaggiare lui ,ma addirittura lui a ingaggiare i registi ..ma non vorrei che il diventare padrone assoluto dei suoi film significasse anche un’abbandono del messaggio collettivo per una scelta unicamente personale e chiara e soddisfacente solo per lui ,ecco .:D .è sempre tutto soggettivo eh ,solo impressioni .poi di fatti hai ragione : per la prima volta sembra che le sue scelte non abbiano il mio benestare XD …ma spero come dici tu di fasciarmi la testa prima del tempo .però tu che messaggio ci vedi in un killer che uccide per vendere i corpi ? a me raccontata cosi non sembra molto promettente come messaggio. vedo solo macabro .ps : non mi riferivo a te quando parlavo di giudizi positivi 😉 .beh non li definirei pregiudizi i miei ..si in parte si perchè ci ho aggiunto del mio ,ma si basano su quello che sappiamo del film .quindi sono basati su dei dati .

  23. Solo Sara ha detto:

    in genere nn sceglie mai un film se nn è convinto di poterlo fare/capire/sfruttare al meglio!! Ma Leo è Leo anche x qst!! Sa essere mille personaggi diversi e tutti in un modo tale k ti ci affezioni anche nn volendo!! 🙂

  24. Personalmente questo è un progetto che mi incuriosisce e affascina molto. Mi piace quando Leonardo si spinge al limite nella recitazione. Già con Jordan Belfort aveva superato se stesso, con questo nuovo film probabilmente lo farà ancora. Per quanto riguarda la morale, ogni film ne ha una.. sta a noi trovarla. Non sempre è esplicita e palese. Ogni spettatore può trovare la sua. Il bello del cinema è anche questo.

  25. Ignazio Frenda ha detto:

    Per rispondere alla tua domanda: giá, di per se, “un uomo che uccide per vendere corpi” mi sembra un messaggio forte da lanciare. Capisco che si viaggia tra sensibilitá diverse, ma la realtá non è fatta solo di baci, abbracci, strette di mano e volemose bene. Se non ho capito male, dal tuo punto di vista, tutti i film sui serial killer allora non valgono nulla? Solo perchè vanno a cozzare con la tua sensibilità? Qualcuno citava Seven ed Il Silenzio degli Innocenti, io aggiungo Psycho, oppure Monster o Zodiac. Tutto sta anche a come sarà costruita la vicenda: se sarà messo in risalto il lato psicologico dell’assassino, ad esempio. Questi film, solitamente, un potentissimo messaggio univoco invece lo contengono: “folli (generalmente) non ci si nasce, ma ci si diventa”. Sono degli excursus nei più lati oscuri della mente umana. Come dire: il seme della follìa, potenzialmente, lo abbiamo tutti, ma certamente non tutti lo sviluppano o fanno di tutto per svilupparlo. Insomma, c’é chi ha la fortuna di condurre una vita privilegiata e c’è chi no, l’ambiente dove cresci è fondamentale in questo senso, sopratutto nel delicatissimo periodo dell’infanzia. Ma questo è solo un esempio, forse il più inflazionato, perchè alla fine possono essere davvero tante le sfumature psicologiche ed ambientali da considerare.

  26. Ignazio Frenda ha detto:

    Tanto per completare il mio discorso sul fatto che nessun regista si dovrebbe preoccupare di mandare un messaggio univoco al pubblico, proprio oggi mi sono imbattuto su una frase (mitica) di Hitchcock: “Se devo mandare un messaggio piuttosto vi spedisco un telegramma.” 😀 Poi è ovvio che la differenza la fa anche ciò che sei: o sei un’artista o sei un furbacchione imbambolatore di masse che pensa solo ai guadagni.

  27. leolove ha detto:

    Bhe, so che sembra stupido….Insomma,voi fatte tutti i discordi delle scelte cinematografiche,i registi e io che me ne salto fuori di punto in bianco così…ma se dovessi morire in questo momento, penso che vedere gli occhi di Leo come ultima cosa mi piacerebbe…

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