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Siamo lieti di annunciarvi il ritorno della nostra Rubrica “La Parola ai Fan”, che come ben sapete dà voce a tutti quei fan che hanno qualcosa di speciale da raccontare. Vi abbiamo resi partecipi delle storie di chi ha incontrato Leonardo, o di chi ha assistito a una conferenza stampa, o una première. Questa volta però la storia che leggerete è molto più personale di tutte quelle che avete letto fino ad ora, e dimostra come una passione possa veramente cambiare il corso delle nostre vite. Vi lasciamo con le bellissime parole di Massimiliano Longo, un nostro lettore che ha scelto un modo molto particolare di mostrare al mondo il suo amore per Leonardo. Buona lettura!

Mi chiamo Massimiliano e mi sono tatuato Leonardo DiCaprio su una gamba. Ok, detto questo credo sia interessante arrivare a capire i motivi di quella che molti ritengono una pazzia, una cosa sciocca o senza senso.

Ho sempre pensato che le passioni siano delle ancore di salvataggio nella vita.

Aiutano a distrarsi, mantengono intatta la capacità di sognare quando la vita si fa un po’ più dura, di solito sono poche e vere, e ti nascono da dentro senza che tu te ne accorga. Ho una manciata di passioni che mi porto dietro dall’adolescenza, quella per DiCaprio é una di queste.

Ci sono ragazzi che hanno percorsi di vita particolari un po’ come succede a Leo ne “La Stanza di Marvin” o in “Ritorno dal Nulla”… Quelle vite un po’ difettose, interrotte, macchiate non capitano solo nei film. La mia é una di quelle, ma non é importante andare a capire perché e per cosa.. Quel che c’é da sapere é che a chi capita questo tipo di vita nell’infanzia o nell’adolescenza (e che poi per quanto ci provi, in parte te la porterai dietro per sempre) si sente solo, irrimediabilmente solo, perché chi non vive sulla sua pelle quel fardello non può capire. La “fortuna” che ne trai é quella che la tua sensibilità si acuisce rispetto alla media, e questa diventa allo stesso tempo il tuo miglior pregio e la tua condanna.

Il primo film di Leo che vidi fu “Buon compleanno Mr Grape”; non avevo mai visto “Genitori in Blue jeans” quindi non sapevo chi fosse. Il suo nome in Italia iniziò a circolare in modo sostanzioso solo dopo “Romeo+Juliet”.

Trovai struggente la storia (ancora mi commuovo alla scena della casa che brucia con il corpo della madre) e straordinario questo ragazzo… Talmente straordinario che non conoscendolo pensai che fosse realmente portatore di handicap… Quando scoprii che non era così mi innamorai letteralmente della sua capacità recitativa.

I primi film di Leo parlavano tutti di ragazzi difficili in conflitto con la vita e con l’amore verso se stessi e gli altri. Quelli sono i film che porto nel cuore, quelli che mi hanno fatto sentire meno solo, che mi hanno tenuto lontano dalla droghe o da compagnie sbagliate, che mi hanno spinto a riflettere… “La stanza di Marvin”, “Ritorno dal Nulla” e “Poeti dall’Inferno”.

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Da lì in poi non ho mai smesso di seguirlo da spettatore. Mi ha fatto amare “Romeo + Giulietta” (e non era cosa facile)… E poi ha conquistato tutto il mondo con “Titanic”, un film che per la sua monumentale realizzazione rimarrà sicuramente nella storia. In quel momento esatto mi sono sentito fiero di seguirlo da tempi non sospetti.

Con gli anni e i cambiamenti fisici finalmente la gente ha iniziato a vedere oltre il suo viso e i suoi occhi concentrandosi sulla sua bravura… Ha dovuto dimostrare il doppio degli altri e che quel famoso Oscar sfiorato con “Mr. Grape” non sia arrivato é probabilmente un segno dell’ostracismo di Hollywood di fronte ad un attore che non ha mai avuto paura a mutare con i suoi ruoli.

In questi anni non ho mai cercato di incontrare Leo, non so perché, non lo ritenevo importante, anche se oggi come oggi vorrei farlo, perché a chiunque di noi prima o poi viene la voglia di stringere la mano, guardare negli occhi e fare una foto con la persona che ha saputo farci piangere, sorridere, farci compagnia… Che nel suo piccolo in qualche modo ha contribuito al fatto che ci “salvassimo”.

E infine si arriva al mio tatuaggio…Negli ultimi anni ho sviluppato una passione per i tatuaggi e credo che basti guardarmi per capirlo… i miei tatuaggi hanno sempre un senso anche quelli che apparentemente sembrano solo un vezzo estetico. Era da tempo che volevo fare un tatuaggio un po’ più grande, qualcosa che fosse il più vicino possibile ad un opera d’arte.

Un giorno sbirciando in rete mi è capitata questa foto di Leonardo che non avevo mai visto prima (e già questo era molto strano) era una foto del periodo de “La Stanza di Marvin”, mi ha letteralmente stregato… L’espressione dei suoi occhi che, si sa, sono di un intensità pazzesca, la posa delle mani quasi a simulare un volo o forse un muro di protezione dall’esterno, la sigaretta tra le dita…

Quella foto rappresentava tutto quello che vedevo io in Leo, era del suo periodo cinematografico a cui ero più legato, rappresentava la sua e la mia giovinezza… ci ho pensato un paio di giorni e poi ho deciso, volevo quella foto tatuata su di me, volevo il ricordo delle gioie e dei pianti, della speranza che i suoi film mi avevano trasmesso.

Ho fatto un po’ di ricerche su internet per trovare un tatuatore valido in ritratti e sono capitato nella pagina di Andrea Afferni, uno dei migliori in questa specialità in europa che aveva già tatuato sulla pelle delle persone attori del calibro di Hopkins, Nicholson, Pacino… l’ho contatto ed ho preso un appuntamento.

Mi sono concesso il lusso di non interrogarmi sul costo: se dovevo tatuarmi un viso sul corpo doveva essere il quanto più perfetto possibile ed oggi due mesi e mezzo dopo eccolo qui sul mio polpaccio a ricordarmi chi sono stato e chi sono diventato.

Onestamente non mi sono interrogato su quello che avrebbero pensato le persone… che ero un po’ “invasato”, che DiCaprio su un ragazzo era un po’ strano, che non era il caso di tatuarsi il viso di qualcuno sul corpo… Non me ne sono preoccupato perché chi mi conosce sa che queste sono il tipo di pazzie che ci si aspetta da me, a chi non mi conosce rispondo che non è che tatuarsi Marilyn Monroe bravissima attrice e icona deceduta sia meglio che tatuarsi Leo… L’arte è sempre arte, viva o morta che sia… e ci sono motivi che vanno oltre l’estetica e l’attore preferito, motivi che non è necessario spiegare, la mia unica risposta che suona un po’ come le parole della vecchia Rose in “Titanic” resta: “i suoi film mi hanno in qualche modo salvato in un modo che è impossibile spiegare”.

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In che modo la passione per Leonardo ha cambiato le vostre vite? Raccontatecelo inviando una e-mail a info@leodicaprio.it!

8 Replies to “La parola ai fan: Quando una passione ti cambia la vita”

  1. Giulia ha detto:

    è veramente bellissima questa storia!! *.*

  2. Cristy ha detto:

    complimenti!! e’ bello che un ragazzo riconosca e apprezzi la bravura di leo non e’ da tutti..hai tutta la mia simpatia!!

  3. sabrina leonardo ha detto:

    veramente commuovente anche noii la pensiamo come te 🙂

  4. giusy ha detto:

    è una storia molto particolare …ma comunque bellissima!! hai avuto davvero coraggio a farti tatuare leo io è da un po che vorrei tatuarmi “leonardo di caprio” sul piede ( e diciamo che mi sono ripromessa che se un giorno lo vedrò lo farei =) ) p.s. casa tua è la casa dei miei sogni è splendida magnifica adoro i poster e le locandine tutto è meraviglioso *,* *,* complimenti e comunque si ..a volte una persona o un film ci puo salvare 😉

  5. Massy ha detto:

    Grazie a voi.
    Per la disponibilità e per l’occasione di raccontarsi.
    e per le belle parole di chi ha commentato.

  6. cinziaa ha detto:

    stupenda la storia..

  7. Angelica Corsaro ha detto:

    ma qual è la foto di cui parla? comunque bellissima storia!

  8. massimiliano ha detto:

    Purtroppo è sparita non so perché

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