| Ambiente

Domenica 3 dicembre 2018 a Katowice, in Polonia, è ufficialmente iniziata la ventiquattresima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici meglio conosciuta come COP acronimo che sta per conferenza delle parti. Le parti in questione sono i paesi firmatari della convenzione di Rio de Janeiro del 1992 sui cambiamenti climatici che ogni anno si riuniscono per confrontarsi su questa importante tematica fondamentale per il futuro del pianeta.

L’attuale COP24 ha lo scopo fondamentale, soprattutto dopo il dietrofront degli Stati Uniti riconfermato nel recente G7 in Canada, di ridefinire le regole di attuazione dell’Accordo di Parigi del 2015 raggiunto, dopo decenni di negoziati, proprio in occasione della COP21. Secondo l’accordo tutti i paesi firmatari si impegnano a contrastare il fenomeno del cambiamento climatico attraverso azioni concrete come contenere l’aumento della temperatura e ridurre l’emissione di gas serra e CO₂ . La COP24, quindi, ha l’arduo compito di redigere il cosiddetto “rule book”  che legittimerà ancor di più il precedente accordo ed entrerà in vigore nel 2020.

Quest’anno un elemento da non sottovalutare è il luogo dove questa conferenza si svolge, ovvero la Polonia, il fatturato di questo paese è infatti legato principalmente al carbone, facendo della nazione una delle più inquinate e inquinanti d’Europa . Proprio nella scottante questione legata alla produzione energetica basata sul carbone va riscontrata la ragione del mancato invito alla COP24 a Leonardo DiCaprio ambasciatore di pace ONU per i cambiamenti climatici. Secondo il quotidiano Gazeta Wyborcza il governo polacco avrebbe volutamente evitato di invitare il famoso attore per le sue posizioni dure e critiche proprio sull’utilizzo del carbone.  Nel documentario Before the Flood (Punto di non ritorno) DiCaprio solleva l’importante questione del cambiamento climatico visitando i luoghi che al momento ne subiscono maggiormente le conseguenze. Nel corso del suo viaggio non solo mette in luce le problematiche che scaturiscono da questo fenomeno ma incontra leader mondiali, scienziati e personalità di rilievo cercando di trovare rimedi e soluzioni. Tra queste propone insieme a Elon Musk, CEO della Tesla e dello SpaceX, la Carbon Tax, una tassa sui combustibili fossili che incentiverebbe l’utilizzo delle energie rinnovabili portando alla sostanziale riduzione delle emissioni nocive. Introducendo la tassa sul carbone i governi si impegnerebbero a punire i grandi inquinatori a favore della sopravvivenza del pianeta. Ciò però andrebbe contro gli interessi economici legati ai combustibili fossili,non solo il carbone ma soprattutto il petrolio; per questo molti governi, anche quello americano, preferiscono negare il fenomeno del cambiamento climatico attribuendone la responsabilità al caso. Per dare il buon esempi, visto che per girare il documentario è stata emessa una certa quantità di CO₂, lo stesso DiCaprio e il regista Fisher Stevens hanno pagato una carbon tax devoluta alla salvaguardia delle foreste pluviali.

Assente in Polonia Leonardo DiCaprio sta comunque seguendo a distanza l’andamento della conferenza che si concluderà il prossimo 14 dicembre e, attraverso i suoi canali social, ha portato all’attenzione di quanti lo seguono l’intervento del segretario generale dell’ONU Antonio Guterres.

Il portoghese ha messo in guardia i delegati delle varie nazioni sulla mancata tempestività nel trovare soluzioni: “Anche se assistiamo a devastanti impatti climatici che causano il caos in tutto il mondo, non stiamo ancora facendo abbastanza, ne ci muoviamo abbastanza velocemente, per prevenire un dissesto climatico irreversibile e catastrofico […] Il mondo è totalmente fuori rotta”.

Secondo Guterres se i governi non individueranno le opportune contromisure in tempo siamo destinati a fallire e il riscaldamento globale continuerà ad aumentare.

Alla fine di Before the Flood Leonardo DiCaprio invita i cittadini del mondo a partecipare attivamente alla vita pubblica per influenzare e sensibilizzare la classe politica a fare di più per il bene comune. Quindi tutti dovremmo interessarci a quello che deriverà da questa COP24 per far sì che tutto quello che ancora possiamo fare per salvare il pianeta venga fatto, magari cominciando a salvaguardare l’Antartide che sarà la chiave di volta verso il miglioramento della situazione globale.

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