Durante la cerimonia di premiazione degli Academy Awards del 2016, proprio quando raggiungeva il massimo riconoscimento in ambito cinematografico, guadagnandosi il primo agognato Oscar come migliore attore protagonista, Leonardo DiCaprio sfruttò quel momento di massima visibilità per far convergere l’attenzione del mondo sul cambiamento climatico, risuona ancora nella memoria di molti  il suo monito a non dare per scontato il pianeta.

Le questioni legate alla salvaguardia del pianeta e delle specie che lo popolano hanno sempre appassionato l’attore che parallelamente alla sua carriera ha dato vita alla Leonardo DiCaprio Foundation che gestisce contemporaneamente più progetti suddivisi nelle macroaree: specie, oceani, clima e terre selvagge. Inoltre dal 2014 DiCaprio riveste il prestigioso ruolo di ambasciatore di pace ONU contro i cambiamenti climatici.

Nel discorso tenuto nel settembre 2014, proprio all’ONU, DiCaprio fece riferimento ai fatti che fanno del cambiamento climatico l’unica grande minaccia alla sicurezza mondiale. Tra questi citò il preoccupante assottigliamento del ghiaccio in Antartide che si sta sciogliendo ad una velocità senza precedenti, decenni di anticipo rispetto alle più pessimistiche proiezioni scientifiche. La fusione della calotta antartica ha provocato un aumento del livello medio del mare. Ciò comporterà e comporta già un netto mutamento dell’ecosistema che ha pesanti conseguenze sugli organismi viventi.

L’Oceano Antartico gioca un ruolo di primo piano per la sopravvivenza del pianeta, esso è infatti popolato da alghe in grado di assorbire e trattenere sul fondale grandi quantità di CO2 impedendo il surriscaldamento globale. L’Antartide rappresentava il punto in cui la natura pura sembrava essere protetta, salva dalle azioni scellerate dell’uomo ma purtroppo le conseguenze dell’inquinamento sono giunte fin lì; proprio questa estate Greenpeace ha sottolineato come questo paradiso sia stato contaminato dalla plastica e, ancor più grave, dalle microplastiche che ingerite dai krill, che sono alla base della catena alimentare, stanno provocando danni che, se non saranno affrontati prontamente, avranno ripercussioni fatali.

Alla luce di questo fa rabbia constatare che già nel 2012 Leonardo DiCaprio si era fatto promotore di un’iniziativa che, se messa in atto, avrebbe sicuramente migliorato la situazione attuale. DiCaprio è infatti tra i principali sostenitori della creazione di una riserva naturale antartica, un vero e proprio santuario marino che avrebbe protetto tutte le specie in via di estinzione. Una riserva marina che sarebbe stata la più grande al mondo con una superficie di tre milioni di chilometri quadrati in cui vivono più di diecimila specie,  tra cui pinguini, balene e  foche. All’inizio di novembre di quest’anno una commissione internazionale formata da ventiquattro paesi, tra cui anche l’Italia, non ha dato il via libera a  questo magnifico progetto che avrebbe rappresentato un risultato storico non solo, per gli ambientalisti di tutto il mondo, ma per l’umanità intera. Il piano di salvaguardia è stato bloccato dal veto di Russia, Cina e Norvegia per ragioni di carattere economico penalizzando ancora una volta la natura che, molto presto, ci presenterà il conto.

Non bisogna arrendersi, il piano è stato bloccato ma non annullato, la commissione per la conservazione delle risorse marine dell’Antartide si è aggiornata al prossimo anno ed è arrivato il momento di farci sentire perché non serve essere catastrofisti per comprendere che dal destino dell’Antartide dipende il destino dell’intero pianeta.

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