Leonardo-DiCaprio-intervistato-a-proposito-di-The-Revenant-racconta-le-difficoltà-e-le-speranze-legate-al-suo-ultimo-film

Iniziamo questo articolo avvisando che, chiunque non voglia conoscere alcuno spoiler su The Revenant, di non proseguire con la lettura.

Per tutti gli altri che sono invece ansiosi di leggere le dichiarazioni del suo protagonista su questo suo ultimo e attesissimo film, vi proponiamo la bella intervista che Leonardo ha rilasciato a Yahoo Movies pochi giorni fa.

Di seguito trovate la traduzione completa che, siamo certi, leggerete tutto d’un fiato. Al termine, non dimenticate di lasciare un vostro commento al riguardo. Siamo curiosi di leggere il vostro parere!

 

Leonardo DiCaprio ha passato nove mesi nelle più remote e fredde regioni del Canada e dell’Argentina per girare The Revenant, che lo ha profondamente cambiato, come ci ha confidato. L’attore ha predetto inoltre che il nuovo intenso film di Alejandro González Iñárritu avrà un impatto “sismico” fra il pubblico.

“Sarà l’esperienza cinematografica più unica che il pubblico potrà vedere ai nostri giorni“ ha detto venerdì a Yahoo Movies il 40enne nominato all’Oscar a proposito di The Revenant, una cruda vicenda realmente accaduta che uscirà nei cinema americani il 25 Dicembre. Nel film, DiCaprio interpreta Hugh Glass , un pioniere del 1820 che viene abbandonato dai suoi compagni perché creduto morto dopo un terribile assalto da parte di un orso. Glass si risveglierà seppellito sotto un mucchio di terra nella gelida natura selvaggia e, dopo essersi ristabilito, affronterà un solitario e pericoloso viaggio per tornare nella civiltà, dove ha in mente di attuare la sua vendetta contro chi l’aveva abbandonato, specialmente contro uno dei suoi compagni, un certo John Fitzgerald (interpretato da Tom Hardy).

In questa intervista con Yahoo, DiCaprio non si risparmia nel promuovere il film, che potrebbe valergli la quinta candidatura all’Oscar . Ci racconterà anche le difficoltà incontrate durante le riprese, che sono costate l’abbandono di diverse persone della troupe, e del futuro della pellicola.

Guardando il trailer proprio non riesco a capire come abbiate girato la scena dell’attacco dell’orso. Era un vero orso o uno finto? Oppure per ricrearlo è stata usata la computer grafica?

Bè, non spiegherò nel dettaglio come abbiamo fatto. Dovrai immaginarlo da solo. Ma posso dirti che per girare questa scena sono stati necessari dei cavi che mi hanno davvero fatto volare in mezzo alla foresta e ci sono volute tantissime prove. E’ stato piuttosto sfiancante. Per girare queste scene, fra le molte altre sequenze, ho dovuto fare alcune fra le cose più difficili che abbia mai fatto in tutta la mia carriera. Ma il risultato finale sarà una delle più coinvolgenti esperienze che il pubblico vivrà e sarà come se si troveranno a loro volta letteralmente faccia a faccia con un animale possente e grandioso come è l’orso. E’ assolutamente una cosa sorprendente e scioccante ed è stata girata nel modo più simile possibile ai documentari, ma resa in una maniera completamente stilizzata, che la maggior parte delle persone non ha mai visto in vita sua.

Per girare questo film hai trascorso nove mesi nei posti più freddi del Canada e dell’Argentina. C’è stato un momento in cui ti sei sentito di voler abbandonare il progetto?

La verità è che io sapevo molto bene quello in cui mi stavo cacciando. Questo film è stato nell’aria per diverso tempo, ma nessuno era pazzo abbastanza da decidere di farlo, semplicemente per le location dove si sarebbe dovuto girare e la quantità immensa di lavoro e di prove che si sarebbero dovute affrontare per realizzare la visione di Alejandro e del direttore della fotografia Emmanuel Lubezki.  Loro sono molto specifici a proposito delle scene da girare e questo aspetto, unito al fatto che eravamo in un ambiente totalmente selvaggio e completamente in balia della natura, ha fatto si che questa esperienza diventasse uno dei più intensi capitoli delle nostre vite, come mai avremmo pensato sarebbe potuto accadere. E’ una poesia epica, un viaggio esistenziale attraverso la natura, e quest’uomo troverà la determinazione per sopravvivere contro ogni previsione. Tuttavia lui cambia, la natura lo trasforma e penso che questi elementi lo abbiano cambiato mentre stavamo girando il film.

Ci sono stati momenti in cui ti sei chiesto: “Ma chi diavolo me l’ha fatto fare?”

Posso elencarti 30 o 40 sequenze che sono alcune fra le più difficili che io abbia mai fatto: come entrare e uscire da fiumi ghiacciati, dormire sopra carcasse di animali o quello che ho dovuto mangiare sul set. Avevo sempre molto freddo e probabilmente ero costantemente in ipotermia.

Cosa hai dovuto mangiare durante le riprese?

Di certo io non mangio fegato crudo di bisonte regolarmente. Quando vedrai il film, ti accorgerai della mia reazione mentre lo facevo perché Alejandro l’ha voluta tenere nel montaggio finale. Dice tutto quella. E’ stata una reazione istintiva.

Alcune indiscrezioni hanno riportato di quanto le riprese siano state difficili e di come alcune persone abbiano deciso di abbandonare il set in momenti differenti. Hai mai avuto la sensazione che il tutto sfuggisse al vostro controllo o attimi in cui hai temuto che il film non si sarebbe potuto continuare?

Noi stavamo cercando di fare qualcosa di veramente ambizioso e Alejandro è molto vigile e preciso a proposito di quello che vuole vedere sullo schermo e non accetta nient’altro che non sia quello che lui ha in mente. Così, strada facendo, se alcune unità non erano d’accordo al riguardo o non lavoravano correttamente data la situazione… io non sono stato informato esattamente su cosa sia successo. Ma dal mio punto di vista, la maggior parte delle persone ha lavorato duramente in un modo incredibile e dovrebbero avere un plauso per lo sforzo che hanno fatto per questo film. Perché ho visto come tutti ci abbiano messo il cuore e l’anima per realizzare la visione del regista.

Non ci sono molti film come questo. Le case di produzione preferiscono salvaguardarsi con i film commerciali e i supereroi. Sei preoccupato a tal proposito dato che sei sia  attore che produttore?

Lo sono. Ci ho riflettuto parecchio al riguardo, proprio perché The Revenant è un film incredibilmente unico. E’ una storia molto lineare e semplice, ma non è scontata come la maggior parte dei film che escono fuori dallo studio system. Questo è interessante da vedere e la televisione sembra finalmente accorgersene. Penso che molte di queste trame siano rivolte poi alla televisione. La televisione adesso è molto meglio rispetto agli anni passati. Molte sceneggiature sono state messe da parte perché troppo complicate per essere poi trasmesse via Netflix o attraverso gli altri canali della tv via cavo. Adesso abbiamo la possibilità di vedere se film come questo potranno sopravvivere ai giorni nostri. Come per L’ultimo dei Mohicani, questo genere di film. Non so se oggi sarebbero ancora finanziati. Così, da amante del cinema, tutto quello che posso fare, quando mi trovo davanti certe opportunità, è coglierle al volo. Questi film sono come una specie in via d’estinzione.

La TV è un aspetto che la tua casa di produzione, la Appian Way, vuole approfondire?

Certamente! Noi abbiamo diversi progetti in realizzazione al momento e molti altri che si concretizzeranno, ma è ancora piuttosto prematuro per parlarne. In televisione adesso ci sono cose come Bloodline: questa serie è incredibile e il livello di recitazione è sorprendente e non ha niente di meno rispetto ai film di oggigiorno. Dal mio punto di vista occorrerà fare film sempre migliori per essere poi approvati dal network.

The Revenant uscirà il 25 Dicembre in contemporanea con il nuovo film della saga di Star Wars e altri film natalizi. Su cosa puntate per invogliare il pubblico a venire a vedere il vostro?

C’è sempre un solo film in cima al botteghino e penso di scommettere io stesso su Star Wars. La cosa bella delle festività è che, come sai, lasciano i film migliori proprio per quel periodo dell’ anno e, se tutto va bene, questo significherà più persone eccitate all’ idea di andare al cinema. Credo che la gente sappia che sotto le feste escono un sacco di bei film. Non ho mai pensato che potremmo competere con Star Wars, che è qualcosa che ormai fa parte del nostro DNA, della nostra cultura. Ma penso anche che quando il pubblico sentirà parlare del nostro film vorrà andare a vederlo. Ed è quello che tutti noi speriamo.

 

Traduzione a cura di LeoDiCaprio.it