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Due giorni, due paesi, due serate con Leo: questo il riassunto dell’incredibile avventura che abbiamo vissuto negli ultimi giorni. Il 14 Gennaio abbiamo partecipato alla première Europea del film a Londra e finito lo spettacolo siamo subito ripartiti alla volta della Capitale Romana per il Red Carpet più atteso dai fan Italiani. Dovendo commentare brevemente le due esperienze, ci viene da dire che a Londra abbiamo assistito ad un evento grandioso con un Leonardo di pessimo umore, mentre a Roma abbiamo trovato un Leonardo di ottimo umore ma un evento che definire “pessimo” significa fargli un complimento.

Nelle ultime ore il nostro Gruppo Facebook è stato letteralmente inondato dalle esperienze di tutti voi presenti che avete (giustamente) sentito il bisogno di sfogarvi per esprimere la vostra grandissima delusione nei confronti di qualsiasi aspetto della serata alla Casa del Cinema. Molti di voi si sono chiesti se tutti i Red Carpet funzionino così, quindi raccontandovi la nostra esperienza a Londra e Roma confronteremo due esempi rappresentativi, rispettivamente di “come andrebbe organizzato un evento” e “come non andrebbe organizzato un evento”.

Partiamo quindi dalla nostra avventura a Londra. Incuranti della temperatura insostenibile (-2 gradi, da far invidia al più estremo set di The Revenant) abbiamo preso il nostro posto a Leicester Square alle 3 del mattino del giorno della première. I fan già presenti avevano cominciato a numerare tutti i partecipanti: il primo della fila si era fatto carico della numerazione provvedendo a scrivere il numero corrispondente sulla mano di ognuno con un pennarello di un colore particolare e difficilmente riproducibile, assegnando un foglietto cartaceo riportante lo stesso numero e prendendo nome e cognome del partecipante. Insomma, un metodo che non lascia ai classici “furbetti” alcuna possibilità di infiltrarsi nella coda.

Alle 6.30 lo staff del cinema Empire, in cui si sarebbe tenuta la première, ha iniziato a distribuire braccialetti affiancato dal capo fila che chiamava in ordine, uno per uno, tutti quelli che facevano parte della fila. Ogni braccialetto era numerato, coerentemente con la numerazione avviata dai fan durante la notte. Ma a cosa serve la numerazione? In Inghilterra, lungo ogni lato del Red Carpet non c’è una sola fila di transenne, bensì un corridoio transennato che permette l’acceso solo ad un numero limitato di fan. Di norma, lo Staff non permette che si formino più di 3 file di persone, per assicurarsi che anche nei casi di delirio più totale, la pressione esercitata sui malcapitati in prima fila sia comunque limitata e sostenibile. Dopo la distribuzione dei braccialetti (direttamente applicati al polso e impossibili quindi da trasferire a qualcun altro) ci è stato detto di tornare alle ore 13.00. Seguendo il loro consiglio abbiamo trascorso la mattinata in un posto caldo e siamo tornati alle 13.00 a Leicester Square pronti per l’apertura delle transenne. Rigorosamente uno alla volta ci hanno fatti entrare permettendo ai primi arrivati di scegliere la loro postazione preferita lungo il Red Carpet.

Nonostante la zona riservata ai fan fosse più ristretta rispetto ad altre première, il Red Carpet era comunque molto lungo per lasciare spazio a fotografi, stampa, un’imponente postazione per il photocall, palco e maxischermo. Se si aspettano grandi star occorre fare le cose in grande: sia l’esterno che l’interno del Cinema Empire erano letteralmente ricoperti dal volto enorme di Hugh Glass.

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Come da programma, alle 17.00 è iniziata l’animazione con un presentatore che con musica rap e battute di vario genere coinvolgeva i fan e distribuiva gadget ufficiali del film. Alle 18.00, ecco che inizia l’arrivo delle Star. Si parte con Domnhall Gleeson per continuare poi con Leonardo, Tom Hardy e Will Poulter. Purtroppo gli unici due visibilmente entusiasti e felici di concedersi ai fan sono stati Domnhall Gleason e Will Poulter, che hanno reso il pubblico felice con foto, autografi e qualche breve chiacchierata. Tom Hardy ha firmato autografi praticamente solo nell’area disabili, ha rilasciato un paio di interviste e poi è filato dentro al Cinema. Leonardo, visibilmente infreddolito e di pessimo umore, è passato velocemente lungo il lato dei fan firmando giusto qualche autografo, senza degnare di uno sguardo nessuno dei presenti, poi ha rilasciato 2-3 interviste e, anche lui, è entrato. Nessuna traccia del regista Iñárritu di cui abbiamo constatato la presenza solo dopo averlo visto uscire dal Cinema e risalire in macchina a fine première.

Insomma, tutti delusi, sia i fan che la stampa. C’erano almeno 40 testate su Red Carpet pronte a portare a casa qualche intervista esclusiva ma la maggior parte di loro è rimasta a mani vuote, proprio come noi fan.

Dopo la fatica e (soprattutto) il freddo, avevamo paura che l’evento di Roma avrebbe visto nuovamente un Leonardo schivo e infastidito, ma ci sbagliavamo. Forse l’umore di Leonardo è stato una delle poche note positive dell’evento Romano.

Quello che abbiamo trovato a Roma è stato un evento improvvisato e per nulla degno delle grandi star che vi hanno partecipato (e ovviamente non ci riferiamo ai presunti VIP Italiani invitati alla première). Se non c’eravate vi basti sapere che verso la fine del Red Carpet le transenne si sono ribaltate lasciando distesi a terra sul Red Carpet molti fan, sommersi dalla folla in delirio. Difronte a questo scenario, Leonardo non ha potuto fare altro che gridare “Someone help them!” (lit. “Qualcuno li aiuti!”) e allontanarsi. Ovviamente, molti di voi hanno espresso la loro delusione nel nostro Gruppo Facebook, lamentandosi prevalentemente di tre aspetti, che vogliamo qui discutere uno per uno.

L’INCIVILTA’ DEI PRESENTI: Purtroppo inutile negarlo, noi Italiani riusciamo sempre a farci riconoscere. C’è una bella differenza tra il “sono in seconda fila ma allungo il braccio tentando comunque di avere un autografo” e “sono in sesta fila ma riuscirò sicuramente a saltare in braccio a Leonardo ammazzando tutti quelli davanti a me”. Sembra però che questo concetto sia del tutto incomprensibile nel nostro paese. Scene di isterismo come quelle a cui abbiamo assistito Venerdì sono la vergogna dell’Italia. Come se non bastasse, proprio molte di quelle persone, si sono scoperte fan di DiCaprio giusto poche ore prima dell’evento, pensando bene di rovinare l’attesa dei presenti (e veri appassionati) con commenti tipo: “Ma di che parla il film?”, “Ma chi cacchio è Pezzulli?” e, peggio ancora, gridando contro Iñárritu frasi del tipo “Ma a me ce c****o me ne frega del regista?”.

LA SICUREZZA: È vero che la reazione del pubblico è stata scandalosa e allucinante, ma nel nostro paese non siamo nuovi a queste manifestazioni di isterismo. Non importa quali siano i regolamenti che determinato quali tipo di transenne possano essere utilizzati in una città storica come Roma. Le transenne NON possono e NON devono ribaltarsi. Non siamo noi a dover giudicare in che modo la situazione andava tenuta sotto controllo, ma una giustificazione alla mancanza totale di sicurezza non è concepibile. Come le transenne non si rovesciano nel resto del mondo, non devono rovesciarsi da noi. Immaginate se fosse successo proprio nel momento del passaggio di Leonardo e i fan (e le transenne) si fossero rovesciati su Leonardo o Iñárritu? Insomma, un evento improvvisato per nulla degno delle grandi star presenti.

LEONARDO: Molti di voi se la sono presa con Leonardo dicendo che la rapidità con cui ha attraversato il Red Carpet è stata un insulto alle ore che i fan hanno trascorso nell’attesa del suo arrivo. Ci spiace, ma su questo punto non possiamo davvero darvi ragione. Una lamentela di questo tipo potremmo farla per la première a Londra: Leonardo era schivo, infastidito, totalmente incurante dei fan che stavano lì da 24 ore al freddo e al gelo, si vedeva chiaramente che avrebbe voluto essere ovunque tranne che sul quel Red Carpet. Ma a Roma non è stato così. Avete più volte visto Leonardo sorridere e vi assicuriamo che è evento più unico che raro quando si tratta di première e folle di fan. Ha firmato molti più autografi di quanti non ne firmi di solito, ve l’avevamo detto che non sarebbe rimasto sul Red Carpet più di 15 minuti, ma alcuni di voi non ci credevano. Considerando inoltre la situazione imbarazzante dal punto di vista della sicurezza, Leonardo è stato un gran signore e se avesse fatto più di così, certamente ci sarebbe scappato il morto.

Ma ora basta con la negatività, e vediamo quanto di bello è successo in questi giorni per tutti noi di LeoDiCaprio.it! Durante la première Londinese, Irmelin, la mamma di Leo, è stata colpita dal nostro striscione ed è venuta a parlarci e ci ha fatto diverse foto col suo iPhone… e ovviamente sul Red Carpet di Roma ci ha riconosciuti e ha nuovamente immortalato il momento! Il giorno successivo l’abbiamo incontrata per Roma e abbiamo avuto modo di parlarle del nostro Fanclub e regalarle la nostra spilletta Ufficiale. Lei è stata veramente felicissima e ringrazia tutti quanti del supporto. Altra grandissima vittoria per noi è stato riuscire a far firmare a Leonardo la bandiera di LEODICAPRIO.IT! Ma la soddisfazione più grande di tutti siete stati VOI: voi che ci avete fermati per strada per ringraziarci, voi che avete stampato e tappezzato il Red Carpet con i cartelli “LEODICAPRIO.IT IS HERE”, voi che siete passati da noi per un saluto, voi che avete consigliato ad altri fan di iscriversi al nostro Gruppo Facebook e visitare il nostro sito… GRAZIE! Lo scriviamo sempre che “il sito siete voi” e, credeteci, non è una frase fatta!

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Se avete scattato foto o girato video a Roma, inviateci tutti via e-mail all’indirizzo info@leodicaprio.it, provvederemo a condividere il materiale con gli altri fan riportando il vostro nome ed evitando che qualcun altro si appropri ingiustamente delle vostre immagini e dei vostri ricordi. 

A seguire tutti i link imperdibili (in continuo aggiornamento):