Come vi avevamo anticipato, Django Unchained è stato presentato al Comic-Con ieri sera attorno alle 20.30 (ora Italiana). Purtroppo Leo non era presente, un vero peccato per i fans, visto che il cast ha anche firmato autografi prima del panel. Qui sotto due scatti della signing session provenienti da Twitter.

Sarete certamente curiosi di sapere cos’hanno detto riguardo il film, quindi vi presentiamo testualmente quanto riportato dai ragazzi di Screenweek:

Durante il panel è stato mostrato un sizzle reel di otto minuti, appartenenti alla prima metà del film. Al momento la descrizione non è disponibile ma a giudicare da questi frammenti ci troveremo di fronte ad un film divertente e di grande intrattenimento, ma che sarà anche in grado di contenere molto altro. Azione, amore, un Leonardo DiCaprio folle. La scena estesa dell’ingresso nella città ha fatto ridere l’intera sala. Che pero è esplosa letteralmente nel momento in cui Jamie Foxx entra in scena vestito con l’abito blu.

Tarantino ha da subito messo in evidenza il suo amore nei confronti di questo progetto che, per sua stessa ammissione, presenta le caratteristiche tipiche delle fiabe.

“Sono tredici anni che ho in mente di realizzare un film di genere, volevo fare un western perché adoro questo genere. L’idea iniziale era quella di uno schiavo che diventa cacciatore di taglie e inizia a cacciare i bianchi. Non avrei comunque potuto mai fare nulla di più folle e surreale di quanto non fosse veramente quella situazione, è inimmaginabile quello che succedeva all’epoca. Era perfetta come storia per uno spaghetti western. Il mio principale obiettivo era raccontare una storia ambientata nel sud con lo schiavismo e tutto quel mondo violento. Raccontare questa storia mi intrigava perché potevo prendere un genere ormai stranoto, il western, e trasformarlo in qualcosa di nuovo. Una delle cose molto interessanti del film è che quando si parla di schiavitù sono come le corporation di oggi, ma erano famiglie. Alcune di loro potevano avere il monopolio delle piantagioni nel sud. Calvin Candie (Leonardo DiCaprio) è il proprietario di queste terre. I personaggi di contorno, il capo della casa e il capo dei gladiatori, sono come gli amministratori delegati di questa enorme corporation del passato. Loro lavorano insieme. Stephen (Samuel L Jackson) è uno schiavo ma ha in mano tutta la casa, ha cresciuto Candie come fosse suo padre Stephen è l’unica persona che calvin ascolta veramente. È uno schiavo ma è messo decisamente bene rispetto agli schiavi normali”

Jamie Foxx ha invece parlato delle difficoltà incontrate nel dovere affrontare il ruolo di schiavo. Prima però si è soffermato sulla storia, considerata da molti eccessiva:

Penso che siamo tutti grandi abbastanza per una storia simile. Tarantino è coraggioso, sappiamo che farà qualcosa di estremo e pieno di sangue. Lo script stesso era oltraggioso, ma quando abbiamo iniziato a girare ci siamo resi conto che si trattava di un grande film, con delle grandissime star. All’inizio tarantino mi ha detto: temo che tu non possa diventare quello schiavo. Tu vivi la tua vita da celebrità, come potrai toglierti tutto questo e diventare uno schiavo, farti trasformare da me in uno schiavo? Ecco quindi che ho dovuto fare veramente i compiti, togliermi tutto e diventare uno schiavo. Sentirsi chiamare negro da bambino, da parte degli adulti, è una cosa che affrontiamo tutti noi che veniamo dal sud. Leggendo lo script mi sono identificato subito. Quando un progetto funziona è perché nello script ci sono degli elementi in parallelo con la tua vita.

È stato poi il turno di Christoph Waltz, che ha parlato del suo personaggio, un cacciatore di taglie tedesco che salva Django dalla schiavitù per trasformarlo in un eroe:

Schultz ha bisogno di Django. Non posso spiegare il motivo, ma si tratta di un legame diverso da quello di un tizio che salva uno schiavo. Una relazione unica e favolosa, che si sviluppa attraverso un’incredibile avventura. Non penso che sia una figura paterna comunque o una sorta di punto di riferimento. Per aiutarmi ad entrare nel personaggio mi sono stati raccontati alcuni dettagli sul suo passato, non presenti nel film. Lui è una sorta di fuggitivo dalla Germania.

Walton Goggins ha parlato del suo ruolo:

Per un personaggio come il mio nessuno pensa ad una redenzione. È un tipaccio e per calvin. Non è lui il boss ma lavora per il boss. Candie ha messo su una specie di lotta di gladiatori di colore e io mi occupo del loro allenamento.

Lo stesso ha fatto Don Johnson:

Big Daddy era un personaggio perfetto, sapevo di poterlo rendere grandioso e fiammeggiante. Non vorrei sminuire la gravità delle azioni del mio personaggio, ma ha degli elementi divertenti e carini. Rappresenta la banalità del male.

A Kerry Washington è stata fatta una domanda sul curioso nome del suo personaggio, Broomhilda:

Ero di proprietà di una famiglia austriaca, è per questo che ho questo strano nome. Ho quindi dovuto studiare un po’ di tedesco per prepararmi al ruolo, perché parlo e canto in tedesco nel film.

È stata fatta anche una domanda su Jonah Hill, che è entrato a far parte del cast dopo un lungo tira e molla. Ha detto Tarantino:

Lui appare in una sequenza con Don. Don non fa parte del Ku Klux Klan, fa parte di un gruppo precedente, i “Regolatori”. Il loro compito era quello di tenere gli schiavi sotto controllo, terrorizzandoli. Si tratta di una scena particolarmente inquietante, ma che nel suo evolversi diventa anche molto divertente. Lascerò a voi il giudizio.

In ultimo è stato chiesto al regista di parlare dell’abbandono di Sacha Baron Cohen, inizialmente previsto nel cast, e di Kill Bill 3:

Sacha non poteva fare il film, era un ruolo che abbiamo tagliato. A Kill Bill 3 invece non sto pensando per il momento, ho sempre detto che l’avrei fatto dopo dieci anni. Questo film è il mio kill bill 3. Non l’ho ancora finito! Riparleremo dei miei progetti futuri in seguito!”

Qui sotto trovate uno scatto del cast presente all’evento (grazie a Gettyimages).