Oscars Leo

Mancano poche ore al fatidico verdetto, ma c’è chi – come noi – è già convinto che Oscar o no, Leonardo non ha più niente da dimostrare. A vent’anni dalla sua prima nomination ha stupito il pubblico spingendosi sempre più in là e addentrandosi in territori in cui la maggior parte dei suoi colleghi, compresi alcuni di quelli che come lui questa notte sperano nella statuetta, non avrebbero mai il coraggio di avventurarsi. Proprio per questo il sito Los Angeles Times ha pubblicato un meraviglioso articolo che spiega perchè Leonardo è IL divo de nostro tempo, accompagnandolo con due splendide foto inedite scattate lo scorso 23 Gennaio al Four Season Hotel, cliccate qui per visualizzarle. Prima di entrare in piena “febbre da Oscar” ne abbiamo tradotto per voi i passaggi essenziali. Aspettiamo come sempre i vostri commenti a fine articolo e non dimenticate che potrete seguire e commentare in diretta la cerimonia all’indirizzo www.leodicaprio.it/oscar!

DiCaprio concorre in due categorie agli Oscar 2014 come attore e produttore, entrambi per The Wolf of Wall Street. La sua performance nei panni di Jordan Belfort, insieme al ruolo di Gatsby, ha dimostrato che Leonardo è un artista che ha raggiunto una nuova vetta facendo sfoggio di tutti i suoi poteri. Presi insieme, i due film dimostrano l’incredibile gamma delle capacità dell’attore, in grado di calarsi in un personaggio introspettivo e drammatico come Gatsby e uno prepotente e grottesco come Belfort.

Da queste recenti performance una domanda sorge spontanea: Leonardo DiCaprio è l’unica vera star rimasta nel mondo del cinema? O, più precisamente, è forse l’ultimo di un certo tipo di attori, quei performer seri e impegnati che rappresentano la piena espressione di un lignaggio di drammatica, passionale virilità che parte da Marlon Brando e passa per James Dean, Robert DeNiro, Al Pacino, Sean Penn, Benicio Del Toro e termina con lui? Con una combinazione decisa di commedia fisica, comportamenti oltraggiosi e un’irriverenza che non cerca mezzi termini, l’interpretazione di DiCaprio in Wolf è su un altro piano rispetto a quella degli altri nominati. C’è poco in comune con la versatilità di Christian Bale, la teatralità di Chiwetel Ejiofor, la brillantezza inaspettata di Matthew McConaughey e l’ultimo lavoro di Bruce Dern.

C’è qualcosa di mistico in DiCaprio che è raro trovare in una star del cinema al giorno d’oggi. È lì, proprio difronte a noi, e allo stesso tempo ci rimane sconosciuto, anche se ogni suo spostamento quotidiano è sulle pagine dei tabloid. E come se non bastasse, nonostante sia ormai così famoso, riesce a calarsi anima e corpo in ogni suo ruolo, facendoci dimenticare della star del cinema che è.

In una recente intervista, DiCaprio ha raccontato che il genere di performance che lo ha attirato da ragazzino è per esempio quello di DeNiro in Taxi Driver, o Dean ne La Valle dell’Eden. Ed è certamente quello il lignaggio di cui DiCaprio è ormai parte, quello di un naturalismo espressivo che ora sembra sottovalutato e anche un po’ superato. Persino DeNiro ormai non recita più alla DeNiro.

La serietà con cui DiCaprio si avvicina ai suoi ruoli, con l’onestà di chi vuole davvero riuscire, lo distingue da molti attori di oggi. […] È chiaro che DiCaprio non voglia essere amato per il suo bel faccino, che non voglia che la gente lo veda come il tipico attore intrappolato nel personaggio del leading man. Ma è in qualche modo inevitabile che questo accada, perchè DiCaprio è a tutti gli effetti un leading man, non solo per il suo fascino ma soprattutto per come riesce a dominare lo schermo. Ti fa venire voglia di guardarlo anche mentre esplora personaggi le cui emozioni rozze e terribili scelte di vita ti implorano di volgere lo sguardo altrove. […]

Ho parlato con DiCaprio una volta, poco più di un mese fa al telefono per circa 7 minuti. Una di quelle chiamate che i giornalisti sono soliti fare subito dopo l’annuncio delle nomination per sondare le reazioni dei nominati. Quando gli ho chiesto se gli importasse, non c’è stata quella pausa che mi aspettavo. “Certo che mi importa!”, è stata la sua risposta immediata. […]

Una parte di me vorrebbe vedere DiCaprio vincere un Oscar come riconoscimento per i profondi e continui sforzi che mette in ogni suo lavoro, ma un’altra parte di me riconosce i risultati ispirati dalla sua relazione complicata con i giudici dell’Academy. Si merita l’Oscar, è chiaro, ma forse è meglio che si tenga a distanza il consenso delle istituzioni ancora per un po’.

Con i due poli in termini di performance ne Il Grande Gatsby e The Wolf of Wall Street, impregrati di melodramma, eccessi, eccentricità e rimpianti, in parte feroci, brillanti, agguerriti e tristi, ha raggiunto una grandezza che durerà molto più a lungo di qualsiasi gloria momentanea conferita da un premio. Che vinca o meno un Oscar quest’anno, o in futuro, Leonardo DiCaprio non ha più niente da dimostrare.