La nostra lettrice Silvia ci segnala la presenza di un interessante articolo su Leonardo all’interno dell’ultimo numero di Vanity Fair che potete trovare ora in edicola (con Jennifer Aniston in copertina). Qui sotto trovate un estratto dell’articolo. Se comprate la rivista non dimenticate di inviarci le scansioni all’indirizzo info@leodicaprio.it!

L’unica cosa in grado di fermare l’impegno ambientalista di Leonardo DiCaprio potrebbe essere l’esaurimento di continenti di cui occuparsi. L’ultimo della serie è l’Antartide, e più precisamente sei milioni di chilometri quadrati del suo prezioso oceano, che potrebbero diventare la più grande riserva naturale del mondo se la Commissione Antartica – riunita in questi giorni in Australia – voterà a favore.

Per forzare la mano, il quasi trentottenne attore californiano è corso a metterci la faccia, insieme all’organizzazione ecologista Avaaz, con appelli degni di un leader: «Balene e pinguini non possono parlare, tocca a noi difenderli»; «Scateniamo una pressione globale perché i governi non mettano i profitti prima del pianeta». In poco tempo, sono state raccolte un milione di firme. La decisione dovrebbe essere presa a giorni.

BAMBINO BIOLOGO: L’anima verde di Leo – collezionista di grandi film (i prossimi, attesissimi sono Django Unchained di Tarantino e Il grande Gatsby di Baz Luhrmann) e di splendide top model (archiviate Gisele Bündchen e Bar Rafaeli, l’ultima è Erin Heatherton) – non è adesione strumentale alle mode del momento, ma cosa seria e profonda. Nata mentre guardava con l’adorata mamma Irmelin documentari sulla natura: «Ero un bambino, ma già mi scandalizzava lo spreco delle risorse naturali». E ancora: «Se non fossi finito a far l’attore, sarei diventato biologo». La militanza prese slancio dopo l’incontro alla Casa Bianca con Al Gore alla fine degli anni Novanta: nel 1998 l’attore creò la Leonardo DiCaprio Foundation. Sul suo sito (www.leonardodicaprio.com), immagini e informazioni relative alla carriera sono quasi messe in ombra da quelle sulle iniziative verdi della Fondazione.

GUIDO IBRIDO: Anche la sua vita privata (almeno quella visibile) è all’insegna del risparmio energetico. In viaggio, fatto raro per un divo del suo calibro, usa voli di linea e non privati. È celebre la sua apparizione di qualche anno fa, agli Oscar, a bordo di una ibrida Toyota Prius: «Quando esco da casa, i paparazzi mi beccano sempre. Da ambientalista, tanto valeva approfittarne per fare pubblicità alle buone abitudini». Il californiano Henrik Fisker, ispirato da quella scena, si è messo a: «Studiare un modello di macchina ibrida elettrica che andasse oltre la Prius». Quest’anno sono state vendute 1.500 Fisker Karma (una a DiCaprio).