Traduzione-integrale-dell-intervista-di-Leonardo-DiCaprio-per-la-rivista-Variety

Come promesso ecco la traduzione completa della lunga intervista che Leonardo ha rilasciato al settimanale Variety. Se non avete ancora visto i meravigliosi scatti che accompagnano l’articolo, potete farlo accedendo alla nostra gallery cliccando qui. Per il resto non possiamo fare altro che augurarvi una buona lettura!

Leonardo DiCaprio si mostra senza paura in  The Wolf of Wall Street

Leonardo DiCaprio si scusa visto che sta fumando una sigaretta elettronica, ma ha passato una lunga giornata scattando foto e facendo interviste e adesso ha proprio bisogno di una pausa. Mentre si sta rilassando in una suite del Four Season Hotel ammira il sole di Los Angeles ed esclama: “Wow, è meraviglioso!”. C’è qualcosa di cinematografico nel vedere  l’affascinante attore sullo sfondo di un tramonto e, nello stesso tempo, c’è qualcosa che fa si che, il fatto che una tra le più grandi star del mondo rimanga colpita da una semplice manifestazione della natura, non sia poi così strano. Sebbene si sia specializzato in personaggi eccessivi nei suoi ultimi film, come Il Grande Gatsby e The Wolf of Wall Street, DiCaprio è rimasto straordinariamente coi piedi per terra.

DiCaprio, 39 anni, che ha iniziato a recitare giovanissimo in alcuni spot pubblicitari, ci dice a proposito delle sue prime esperienze: “Quando ho iniziato a recitare non pensavo di costruirci sopra una carriera. Ho sempre visto Hollywood come un mondo magico in cui una fata ti compare davanti e ti dice ‘Vieni a vivere con i Ghiottoni (NdR Il mago di Oz ), adesso sei uno di noi.’ “ ci racconta ridendo “Io non avevo ben chiaro cosa fosse il concetto di carriera, volevo solo mettermi da parte abbastanza soldi per andare al college.”. I genitori di DiCaprio divorziarono quando aveva soltanto un anno e lui ha vissuto prevalentemente con la madre Irmelin in un sobborgo  povero che chiama affettuosamente <Il vicolo della prostituzione> vicino a Western Avenue e Hollywood Boulevard. “A partire dai due anni ho visto tutto il decadimento morale possibile” ci fa notare “ma ho anche potuto vedere come vivevano le altre persone, la metà che conta”. Questo è stato possibile grazie ad una borsa di studio dell’UCLA, che lo ha portato a frequentare l’ University Elementary School a Westwood, quartiere di Los Angeles. Sua madre guidava quarantacinque minuti tutti i giorni per portarlo a scuola e andarlo a riprendere. “Ho potuto vedere che c’era un altro mondo fuori dalla mia realtà quotidiana. Era la mia unica occasione e io non avrei mai potuto sprecare quell’opportunità. Quel tipo di mentalità e quella gratitudine sono ancora dentro di me.”

Visto che DiCaprio è una star è facile dimenticarsi che è anche un attore piuttosto esperto. Sono già passati vent’ anni da quando ricevette la sua prima nomination all’Oscar, all’età di diciannove anni, per la sua incredibile performance nei panni di un ragazzino autistico in Buon compleanno Mr. Grape. Benchè sia diventato una superstar internazionale grazie a Titanic nel 1997, ha sempre preferito evitare ruoli da rubacuori pur di ottenere parti più complesse e pur di avere l’opportunità di lavorare con i più grandi registi. In cima alla lista c’è Scorsese, che definisce DiCaprio uno fra i lavoratori più instancabili fra tutti gli attori che ha diretto. Hanno girato cinque film insieme iniziando nel 2002 con Gangs of New York e questa collaborazione è stata molto proficua per entrambi. DiCaprio è riuscito a portare sul grande schermo, con Scorsese alla regia, il biopic sulla vita di Howard Hughes, The Aviator, dopo una lunga gestazione. D’altro canto Scorsese ha finalmente vinto un Oscar come miglior regista nel 2006 con  The Departed. La loro ultima collaborazione The Wolf of Wall Street ha fatto si che entrambi ricevessero una nomination agli Oscar di quest’anno: oltre ad essere in lizza come produttori della pellicola, Scorsese gareggerà come miglior regista e DiCaprio come miglior attore protagonista. Sebbene DiCaprio sia impassibile riguardo la competizione per miglior attore, la sua performance potrebbe essere quella che finalmente potrebbe fargli vincere la tanto inafferrabile statuetta, visto che è stato ampiamente elogiato per essere riuscito a catturare e a riprodurre la scatenata vita dell’agente di borsa Jordan Belfort. Non c’è niente che quel personaggio non sniffi e non c’è nessuna con cui non vada a letto e DiCaprio è riuscito incredibilmente a bilanciarsi con grandi rischi tra il dramma e la commedia amara. Accettare quel ruolo è stata sicuramente una sfida e ci sono voluti anni per portarlo sul grande schermo e poi gettarcisi dentro, nel vero senso della parola. Una delle scene più d’effetto è quella in cui Belfort è in piena overdose da Quaalude e quella sequenza ha costretto l’attore a rivolgersi ad un chiropratico dopo aver passato giorni a contorcersi sul pavimento durante le riprese. Mentre molti attori, magari famosi anche la metà di lui, avrebbero esitato ad interpretare una figura così poco piacevole come Belfort, e sicuramente avrebbero sussultato all’idea di girare una scena con una candela accesa nel proprio posteriore, DiCaprio non ha battuto ciglio. Il film è stato molto discusso specialmente riguardo alla possibilità che venissero glorificati certi tipi di comportamenti ritenuti deplorevoli. “Sapevamo di stare facendo un film su persone che non possiamo certamente definire piacevoli e che il loro modo di agire sarebbe stato discusso” spiega DiCaprio “Ma Marty ha detto: ‘Ho fatto un sacco di film come questo e se tu sei onesto nel mettere in luce la vera natura dei personaggi, senza cercare di giustificarli in qualche modo, il pubblico lo capirà.’ ” La parte più difficile per l’attore è stata promuovere il film. Notoriamente molto riservato, DiCaprio è apparso ovunque recentemente, promuovendo incessantemente The Wolf of Wall Street. Una delle sue ultime apparizioni televisive è stata al Saturday Night Live. “Io volevo veramente che questo film funzionasse perché secondo me non ci sono molti altri film vietati ai minori come The Wolf of Wall Street che sono riusciti ad avere tutto questo successo” ci ha detto “Sono molto felice che adesso il film si sia potuto realizzare. Gli Studios fondamentalmente guardano quali progetti vogliono fare e quali no e quindi a quali dare il via libera.” Infatti The Wolf of Wall Street, come la maggioranza dei film nominati agli Oscar quest’anno, non è stato prodotto da uno studio ma da produttori indipendenti (Red Granite) insieme alla Paramount che si è occupata della distribuzione negli Stati Uniti e in Giappone. DiCaprio che ha girato The Wolf of Wall Street dopo aver girato Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann e Django Unchained di Quentin Tarantino, non ha ancora iniziato un nuovo film. Nel frattempo si è concentrato sui suoi progetti ambientali inclusa un’asta benefica per gli animali collegata a L’undicesima ora, il documentario del 2007 di cui era la voce narrante. L’evento ha raccolto più di trentotto milioni di dollari. E’ appena stato annunciato che DiCaprio tornerà a lavorare col collega Jonah Hill, con cui ha appena condiviso il set di  The  Wolf of Wall Street, in un adattamento cinematografico basato su un articolo di Marie Brenner del 1997 intitolato “The Ballad of Richard Jewell”. Per il momento però, DiCaprio  si sta godendo qualcosa che raramente ha assaporato negli ultimi vent’ anni della sua carriera d’attore: la disoccupazione.

Quando DiCaprio ha iniziato ad andare alle audizioni intorno ai dodici anni, l’ambiente era spietato. “I ragazzini cercavano di intimidirsi l’un l’altro dicendo: ‘Non pensare di provarci perché quella parte è mia!’ ” ricorda sorridendo “Ma in quel periodo ho incontrato alcuni fra i miei migliori amici al mondo”. Tra questi c’è sicuramente Tobey Maguire con cui ha lavorato recentemente ne Il Grande Gatsby. Maguire ha dichiarato che anche se giovanissimo, il talento di DiCaprio era palese. “Una volta sono andato ad un provino per un film e ho detto ‘Io so chi di noi ragazzi verrà ingaggiato e quel ragazzo si chiama Leonardo DiCaprio.’  ricorda Maguire “Non aveva ancora letto la parte, ma ero sicuro che alla fine avrebbe ottenuto il ruolo”. La parte era per una commedia horror del 1991, Critters 3, ed è stato il primo ingaggio per DiCaprio in un film. In quello stesso anno prese parte alla serie tv Genitori in blue jeans che gli ha fatto prendere dimestichezza con il set. Ma è stato il film che ha girato in seguito, Voglia di ricominciare del 1993, basato sulle memorie di Tobias Wolff , cresciuto tra gli abusi da parte del patrigno, che ha lanciato la sua carriera per davvero. “Era il ruolo più ambito per ogni adolescente” ricorda DiCaprio “lavorare insieme a De Niro!” Suo padre George lo aveva portato a vedere Prima di mezzanotte quando aveva nove anni. “Mi disse ‘ Visto che vuoi diventare un attore, vuoi vedere cosa significa essere un grande attore?’ ” ci racconta DiCaprio “Mi portò a vedere il film e mi disse: ‘quello è un grande attore!’ . Per prepararsi al ruolo di Wolff, DiCaprio si immerse nella storia del cinema guardando film dagli anni ’50 fino ai ’70. “E’ stato in quel momento che ho capito cosa volesse dire recitare. Com’era la frase? ‘Noi siamo come nani sulle spalle dei giganti?’ In pratica ho visto quello che era stato fatto prima di me e adesso che era finalmente arrivato il mio turno non ho potuto che pensare ‘merda!’ ”. Il regista Michael Caton-Jones ha provinato più di quattrocento ragazzi per il ruolo da protagonista , prima di restringere i candidati ad una manciata che includeva anche DiCaprio e Maguire. Il regista sapeva quanto fosse essenziale trovare l’attore giusto: “Sapevo benissimo che il film sarebbe potuto diventare un successo o un clamoroso fiasco a seconda dell’attore che avrebbe interpretato il ragazzo” ha spiegato Caton-Jones “Una volta che ho avuto in mente Leonardo, sapevo di andare nella giusta direzione.”. Caton-Jones ha richiamato DiCaprio dicendo che la cassetta con la sua audizione era stata persa e quindi bisognava che lui ripetesse il provino. “Ho lavorato sodo con Leonardo, correggendolo, sistemando i difetti nella sua performance, regolando il suo linguaggio del corpo ancora e ancora, finchè quello che ci ritrovammo sulla cassetta fu la miglior interpretazione che potessimo avere.” racconta il regista “Ho visto altri due fantastici provini da parte di altri ragazzi e li ho messi tutti insieme in un video che ho mostrato ad Art Linson, il produttore e gli ho detto:  ‘Questi sono i tre ragazzi più bravi che abbiamo provinato. Io so chi vorrei per la parte, ma tu chi vorresti?’ ” DiCaprio alla fine fece un provino proprio con De Niro, recitando una scena in cui l’attore più anziano doveva lanciargli un barattolo di senape nell’occhio. DiCaprio reagì urlando in faccia al suo eroe. “Non era previsto dalla sceneggiatura, avevo improvvisato.” ci spiega “Mi ricordo che le persone ridevano nella stanza. Non so se perché pensavano che fossi impazzito o perché avevano apprezzato la mia interpretazione, ma mi diedero un’opportunità!”. Maguire, che fece comunque parte del cast, racconta di quanto è stato scioccante girare la loro prima scena insieme nella quale il personaggio di DiCaprio dice al suo amico che si dovrà trasferire in una piccola città. “Mi ricordo che lo stavo guardando durante la scena ed è stato il primo momento in cui ho pensato ‘Cazzo!’. Voglio dire, lui era così concentrato e la scena così piena di phatos che è stata la prima volta in cui ho realizzato che da quel momento in poi sarebbe accaduto qualcosa di importante per lui.” racconta Maguire

DiCaprio dice che Voglia di Ricominciare è stata un’esperienza fondamentale tant’è che ricorda qualsiasi cosa di quando ha girato quel film. Ma la sua prossima pellicola sarebbe stata il banco di prova per dimostrare a tutti che voleva diventare un grande attore. Gli furono offerti “più soldi di quanto potessi immaginare” per una parte nel film della Disney Hocus Pocus, ma decise di voler tentare il provino per un piccolo film indipendente: Buon compleanno Mr. Grape“Io non so davvero dove possa aver trovato il coraggio” ci dice ora “Ero immerso in un ambiente dove ero influenzato da persone che ti dicevano di fare un mucchio di soldi e di battere il ferro finchè era caldo. Ma se c’è una cosa di cui sono veramente orgoglioso è che sono sempre stato un ragazzo che ha saputo giocarsi bene le proprie carte.” Per il provino in cui doveva interpretare l’autistico Arnie , il fratello minore del personaggio interpretato da Johnny Depp, a DiCaprio fu data una videocassetta che riprendeva la vita di alcuni ragazzi con la stessa disabilità. “L’ho guardata per tre giorni di fila, tutto il giorno, ogni giorno.” ci racconta. Una volta ottenuta la parte, nonostante le iniziali perplessità del regista Lasse Hallstrom sul fatto che DiCaprio fosse troppo attraente, trascorse una settimana ad Austin in un centro per bambini con disturbi simili a quelli del suo personaggio. “Ho notato centinaia di cose e le ho fatte mie, così sono tornato da Lasse con una lista di attributi per il mio personaggio.” spiega DiCaprio. Uno di questi era un gesto abitudinario con le dita che Hallstrom decise doveva far parte di Arnie: “Lui mi ha solo detto: ‘Ok ragazzo, fallo!’ ”

La straordinaria e delicata interpretazione di DiCaprio lo fece notare a Hollywood. Continuò, rischiando, a costruire la sua credibilità con il ruolo del poeta omosessuale francese Arthur Rimbaud in Poeti dall’inferno, e con quello del drogato in Ritorno dal nulla, mentre la sua collaborazione con Luhrmann nel suo Romeo + Giulietta lo aiutò ad arrivare alla fama ed infine nel 1997 con Titanic venne consacrato definitivamente come superstar. DiCaprio sa bene che molti analizzano la sua carriera prima e dopo Titanic, ma lui spiega che la sua personale idea riguardo la fama, l’aveva ancora prima che il kolossal del 97 lo rendesse una celebrità: “Quando avevo quattordici anni ero sulla copertina di Bop and Tiger Beat e ogni due mesi vedevo la faccia di un nuovo ragazzino su quel giornale e mi ricordo che all’epoca pensavo: ‘Questa notorietà non è una cosa che può durare a lungo.’ . DiCaprio attribuisce la longevità della sua carriera sia alla famiglia che agli amici che hanno contribuito a tenerlo con i piedi per terra. Luhrmann racconta di aver fatto volare DiCaprio nel Queensland per lavorare a Romeo + Giulietta e aggiunge: “Leonardo, proprio come ci si aspetterebbe da lui, è volato in Australia con i suoi amici comprando loro i biglietti in business class.” E’ estremamente fedele con i suoi compagni di lavoro. Ha avuto lo stesso manager, Rick Yorn, per più di vent’ anni. DiCaprio oltretutto, non ha mai smesso di cercare di migliorare nel suo lavoro. Per The Aviator ha assunto Larry Moss, un coach per la recitazione, per farsi aiutare e per consultarlo regolarmente. “E più di un maestro di recitazione” ci dice “ma qualcuno che ti parla della tua vita, ti fa riflettere e maturare!”. Oltre a questo, DiCaprio si è fatto una cultura con i classici cinematografici. E’ rimasto impressionato dalla vulnerabilità di James Dean ne La Valle dell’Eden ed è rimasto sbalordito da Montgomery Clift. Questa consapevolezza e il rispetto nei confronti di quei mostri sacri del cinema, gli hanno fatto abbandonare i tradizionali ruoli da attore protagonista e l’hanno spinto a seguire un percorso che lo ha reso sempre di più convincente. Qualche volta, tuttavia, si è trovato inevitabilmente a che fare con i ruoli più tradizionali. Benchè fosse piuttosto titubante all’idea di interpretare Il Grande Gatsby a causa dell’enfasi e del fascino del personaggio, fondamentalmente non riusciva a togliersi quella storia dalla testa: “E’ uno dei più elusivi, esistenziali personaggi che io abbia mai interpretato” riflette “Il mistero di Gatsby è qualcosa che mi sfugge, anche adesso”. Le critiche hanno colpito più il film risparmiando la performance di DiCaprio che ha aiutato la pellicola ad incassare 351 milioni di dollari in tutto il mondo.

Scorsese può testimoniare l’impegno dell’attore. Ha incontrato DiCaprio dopo Buon Compleanno Mr. Grape e hanno parlato sull’ipotesi di lavorare insieme un giorno: “Poi lui ha fatto Titanic e improvvisamente è diventato una superstar.” racconta Scorsese “Mi ricordo che ho pensato: ‘Avremmo ancora una chance per lavorare insieme?’. Perché quel tipo di popolarità così grande cambia le persone, specialmente quando capita così velocemente. L’ho visto succedere tante volte”. Poi Scorsese ha avuto l’opportunità di fare Gangs of New York, un film per la cui realizzazione ha impiegato dieci anni. “E c’era Leo” dice il regista “Quando ci siamo incontrati, ho realizzato immediatamente che lui era un attore principalmente e mentre stavamo girando il film ha lasciato tutta la fama fuori dalla porta. Sono rimasto così impressionato dalla sua passione e dal suo impegno, dalla sua disponibilità di provare qualsiasi cosa e, questa è la cosa più importante, di collaborare. Leo proverà qualsiasi cosa. Lui farà qualsiasi cosa utile per capire e mostrare l’essenza del suo personaggio”.

Maguire racconta di come DiCaprio abbia trascorso quattro mesi con i libri <Il Grande Gatsby> e il suo predecessore <Trimalchio> paragonando le scene di ciascuno dei due libri di Fitzgerald rispetto alla sceneggiatura del film: “Indagava costantemente le intenzioni di Fitzgerald nelle differenti versioni, chiedendo se avremmo potuto esplorare questo piuttosto che quello e interrogandosi di continuo se avremmo potuto fare meglio in qualche modo.” dice Maguire facendo da eco a Luhrmann: “La sua tenacità nel superare ogni ostacolo per raggiungere l’obbiettivo di capire il personaggio è rimasta inalterata. Per far capire cosa intendo, gli dicevo di prepararsi per girare scene in notturna che iniziavano alle due o tre di notte.”

Tutto questo impegno ha inevitabilmente portato DiCaprio a prodursi da solo benché egli ammetta: “A dirti la verità, tutto sommato le mie scelte da produttore sono piuttosto egoistiche, nel senso che investo nei progetti che piano piano scopro mentre cerco materiali per me stesso”. La sua casa di produzione Appian Way ha prodotto film come The Aviator e The Wolf of Wall Street, ma anche pellicole come Out of the Furnace e Capuccetto Rosso Sangue nei quali DiCaprio non compare. L’attore ammette che è coinvolto in ogni aspetto dei film in cui recita, ad esempio partendo dal convincere Scorsese a dirigere The Wolf of Wall Street , su cui stava progettando da anni di fare un film basandosi sulla sceneggiatura di Terence Winter. Riguardo invece i progetti cinematografici in cui non appare nel cast, il suo impegno è limitato principalmente allo sviluppo del film:“Mi do molto da fare per creare un team per decidere tutti insieme cosa la storia dovrebbe mettere a fuoco. Se le persone giuste non vengono scelte fin dall’inizio, una grande idea può non rivelarsi così vincente” ci spiega “ma una volta che tu hai trovato un regista adatto, puoi permettergli di fare quello che vuole!”. Fra tutti i progetti sia per la Tv sia per il cinema che la Appian Way ha in lista, DiCaprio sembra particolarmente entusiasta riguardo l’adattamento cinematografico del romanzo di Erik Larson basato su una storia vera <The Devil in the White City: Murder, Magic, and Madness at the Fair That Changed America> nel quale l’attore dovrebbe interpretare il serial killer H.H. Holmes. “Abbiamo una sceneggiatura al riguardo. Stiamo facendo un paio di ultime modifiche,ma è pazzesca.” ci annuncia entusiasta “Voglio esserci in questo film, per davvero!”

A questo punto della sua carriera è difficile credere che ci sia stato un ruolo che non sia riuscito ad ottenere, ma DiCaprio ci rivela che non è così. Molti anni fa, aveva incontrato Luhrmann per il ruolo da protagonista in Moulin Rouge, ruolo che poi andò a Ewan McGregor. “Ad essere onesto io non ero molto preparato per fare un musical, semplicemente perché credo di avere una voce piuttosto orrenda.” sottolinea “ma abbiamo comunque fatto una specie di provino in amicizia in cui c’eravamo io e lui (NdR Luhrmann) e un pianista. Abbiamo provato a cantare una canzone insieme. Non è andata troppo bene. Credo fosse <Lean on Me> e quando dovevo fare la nota più alta, lui si è girato verso di me” a questo punto DiCaprio imita l’accento australiano di Luhrmann “Si, D, credo sia meglio finirla qui.”

Dopo averci raccontato questo aneddoto DiCaprio si perde in una risata: “La verità” ci dice “è che onestamente mi sento così fortunato nel poter fare film!”.

Intervista di Jenelle Riley

Traduzione a cura di LeoDiCaprio.it