Leonardo-DiCaprio-intervistato-da-Nomad-Magazine-parla-dei-suoi-progetti-futuri-e-di-The-Wolf-of-Wall-Street

Oggi vi proponiamo un’ intervista di Leonardo che Nomad Magazine ha pubblicato nei giorni scorsi. Ve ne consigliamo la lettura visto che Leonardo parla non solo dell’uscita imminente di The Wolf of Wall Street, ma anche della sua collaborazione con TAG Heuer, dei suoi progetti futuri nel cinema, senza dimenticare l’ambiente e la sua fondazione. Di seguito vi riportiamo la traduzione integrale dell’intervista:

Nomad: The Wolf of Wall Street uscirà questo Dicembre. E’ il tuo quinto film con Martin Scorsese alla regia. Possiamo definirti il suo “asso nella manica”, come del resto era per lui Robert De Niro?

Leonardo: Non potrei mai pensare a questo paragone, semplicemente perché secondo me il loro sodalizio è stata la più grande collaborazione cinematografica di sempre.  Sono cresciuto guardando quei film e sono stato ispirato da quella collaborazione cinematografica più che da ogni altra, così io non potrei mai cercare di ricrearla. Io non cerco di competere con questo. Penso che Taxi Driver, e intendiamoci, io sono un grande fan di Toro Scatenato, Quei Bravi Ragazzi e molti altri film che loro hanno fatto, ma per qualche ragione, Taxi Driver è  il simbolo del cinema indipendente.  Quello che  sono riusciti a catturare di quell’ epoca, specialmente con quella sceneggiatura, è stato uno dei più complessi ritratti di crollo mentale che io abbia mai visto. Quello è “IL” film indipendente.

 N: Interpreti Jordan Belfort, che è stato dichiarato colpevole di frode in borsa negli anni 90. Come ti sei preparato per questo ruolo e hai mai incontrato Belfort personalmente?

L: Oh certamente, ho passato molto tempo con lui. A mio avviso, è il ritratto psicologico di un uomo che possiede un insaziabile appetito di soldi, donne, droghe  e assolutamente nessun riguardo per nessun altro ad accezione di se stesso (ride). E’ un viaggio attraverso quel periodo storico, nel mondo aziendale di Wall Street, che è l’ambientazione, ma non è un film necessariamente su Wall Street, piuttosto su un uomo ossessionato dal consumismo. Nei tempi in cui viviamo ora, è un argomento interessante da prendere in considerazione:  quanto realmente possiamo arricchirci e quali sono le conseguenze di ciò? Così, in definitiva, non è il personaggio più simpatico del mondo, ma lavorare a questo film è stata una delle più interessanti, divertenti esperienze che io abbia mai avuto, specificatamente con Scorsese.

 N: Sei noto per trascorrere un’ incredibile quantità di tempo per preparare ogni personaggio che devi interpretare. Potresti descrivere te stesso come un attore che segue il Metodo (Stanislavskij)?

L: Io non ho una definizione al riguardo. . . Non vorrei dire che sono un attore che segue il Metodo, voglio solo dire che  ho trascorso molto tempo a Wall Street, ho trascorso molto tempo con Jordan, ho passato sei mesi a fare prove e ricerche e questo è quello che considero necessario per rappresentare un personaggio che sia credibile. Ma non saprei dare un nome a quello che faccio.

N:  Quali sono i tuoi progetti futuri?

L: Mi trovo in una posizione davvero fortunata perché posso scegliere le tipologie di film a cui voglio prendere parte e non mi sono mai posto veramente la domanda da cosa sono affascinato. Per qualche ragione gli ultimi tre film che ho fatto erano sui soldi, l’avidità e il potere (ride) e sull’ascesa e caduta di questi personaggi. Voglio dire, Gatsby è un ragazzo che ha creato questa visione di sé stesso nella malavita  negli anni 20, Django Unchained tratta di un proprietario di una piantagione che è ossessionato dal potere, dai soldi e dal possedere schiavi, che erano la valuta dell’ epoca e ora The Wolf of Wall Street affronta un tema molto simile. Non so cosa mi aspetta per il futuro. . . Non ho lavorato negli ultimi 10 mesi e ora mi sto guardando in giro alla ricerca del prossimo film da cui sarò attratto e vedremo quale sarà. Non ho niente all’orizzonte, così potremmo parlare di altre cose di cui mi sto occupando come le cause ambientali.

N: Puoi parlarci di qualcosa di specifico che sei riuscito a realizzare in questo ambito?

L: Bene, noi abbiamo portato a termine questa favolosa asta in collaborazione con Christie’s. E’ stata la più grande raccolta fondi a scopo ambientale di sempre. Ho ristrutturato la mia intera fondazione e grazie a questo finanziamento ci siamo presi l’incarico di alcuni tra i più grandi progetti ambientalistici. Stiamo lavorando a una serie di documentari riguardo le questioni sull’ ambiente ed un nostro grande obbiettivo è quello di prendere parte al prossimo summit sui cambiamenti climatici per chiedere perché i nostri rappresentanti politici e i nostri leaders non hanno apportato alcun cambiamento significativo. . . Il consenso ambientale è adesso:  abbiamo contribuito al cambiamento climatico, non c’è altro da discutere. Ora la domanda è “Cosa possiamo fare per questo problema? Possiamo apportare qualche reale e tangibile cambiamento?” Credo sia la più grande sfida che l’umanità dovrà affrontare in futuro. Sarà un’ impresa enorme.

 N: Credi che avresti partecipato così attivamente a questo tipo di cause se non fossi stato un attore? Avresti la stessa influenza che hai adesso?

L:  Se non fossi stato un attore sarei diventato un biologo marino. Probabilmente sarei diventato un ambientalista di una certa importanza se non avessi avuto la fortuna di diventare un attore. Ma certo, il fatto di essere un attore mi permette di portare attenzione su queste cause. Solo il 2% della filantropia aiuta l’ambiente.  E’ il problema meno finanziato e meno pubblicizzato nel nostro pianeta ed è veramente una vergogna.

 N: Ma nello stesso tempo la fama è un peso per te, ti ha mai ostacolato questo fattore? Tu devi viaggiare per portare a termine questi progetti per l’ambiente, ma è difficile quando sei riconosciuto ovunque?

 L: Io viaggio costantemente. E’ qualcosa che amo fare. Dipende dal paese che  visito se riesco a farlo liberamente o meno, ma io lo faccio comunque, sia che venga riconosciuto o meno. Devo farlo.

N: C’è un tuo poster all’aeroporto di Parigi dove stringi tra le mani un orologio Tag Heuer. Questa è una collaborazione che hai iniziato da un pò, non è così?

L: Si, sono un collezionista di orologi da un pò e non lo ero fino alla mia collaborazione con TAG, quando ho deciso di collaborare con un’ azienda come questa. Fin dal principio volevamo creare un orologio i cui profitti sarebbero stati devoluti alle cause per l’ambiente e questo è stato un motivo di grande orgoglio per me. Io sono schierato con questo gruppo che rappresenta al meglio come un’ azienda dovrebbe essere responsabile. Sono andato in Svizzera e loro hanno ristrutturato la loro intera compagnia per utilizzare i pannelli solari, abbassare la loro impronta di carbonio e sembra proprio il corretto atteggiamento. E’ una grande azienda! Creano un eccellente prodotto ed è una delle mie collaborazioni di cui sono più fiero. Dovrebbero esserci molte più aziende così.

di Chris Anderson

Traduzione a cura di LeoDiCaprio.it