Come sapete già, noi di LeoDiCaprio.it eravamo presenti all’esclusiva cena di Gala degli Scottish Business Awards a Edimburgo con Leonardo DiCaprio e l’amministratore delegato della Leonardo DiCaprio Foundation, Terry Tamminen. La cena è stata preceduta da un’intervista di un’ora durante la quale Leonardo ha affrontato numerose tematiche. Vi proponiamo in esclusiva l’intervista completa. Mettetevi comodi perché merita di essere letta per intero! Se posterete parti di questa intervista sul vostro sito, blog o pagina Social, vi preghiamo di inserire un link-back a questo articolo

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Molto dei grandi titoli che abbiamo citato per presentarti questa sera sono frutto della collaborazione con Scorsese. Raccontaci qualcosa di lui.

Quando era un bambino praticamente andava sempre al cinema. Lo portavano a vedere tutti i film che uscivano. Quindi è un’enciclopedia della storia del cinema. Di recente sono stato alla Cinémathèque Française a Parigi a vedere una mostra sulla sua vita e faceva storyboard già quando aveva sei o sette anni. Quell’uomo è semplicemente un genio. I film erano la sua valvola di sfogo, e i suoi film rimangono i più indimenticabili della storia del cinema, questa è la mia opinione ma anche quella di tantissima altra gente.

Il suo Oscar è arrivato dopo molte nomination, un po’ come per te, e ha detto che una delle ragione per cui desiderava vincere era che si era sentito escluso per tutta la vita e per la prima volta voleva davvero sentirsi parte di un gruppo, sentirsi accettato, e anche tu hai detto spesso di sentirti un outsider. Quindi quando hai vinto ti sei sentito così anche tu?

È una domanda interessante. A dire il vero glielo chiesi prima della vittoria, gli chiesi “sei già considerato il regista più grande al mondo, che cosa significherebbe questo premio per te?”. E lui rispose “Senti, ho così tanti eroi, tutti noi siamo qua grazie ai grandi del passato, c’è così tanta gente a cui mi sono sempre ispirato e vorrei essere citato anche solo una volta al fianco dei loro nomi” e la trovai una risposta molto dolce. Ma credo sia vero, è sempre stato considerato un outsider, un regista di New York che ha fatto film molto violenti ed energetici, molti personaggi complessi, quindi per lui il punto era solo quello di essere accettato per una volta. Io sono ironicamente cresciuto a Hollywood, sono nato nella parte Est di Los Angeles, e avevo sempre la sensazione che il cinema fosse questo mondo elitario a cui non c’era modo di accedere. Sognavo che qualcuno si presentasse da me con le chiavi per il mondo magico dicendomi “ora puoi iniziare a fare film e diventare un attore” ma in realtà è un processo lungo ed estenuante alimentato dalla passione e sì, anch’io mi sono sentito così. Il mio fratellastro era un attore, lui lavorava, io intanto venivo rifiutato continuamente dalle varie agenzie quindi alla fine è stata solo questione di perseveranza e la voglia di fare bei film

Adesso parliamo di grandi film! Spero non ti dispiacerà, ma proviamo a pensare a un brutto film che hai fatto. Non posso concederti troppe domande tranquille questa sera! Conosci l’espressione del tacchino – non inteso come volatile – hai presente cosa si intende con “tacchino”? Un fiasco?

Oh, assolutamente. Si. Conosco quel termine molto bene.

Okay. Non riusciamo a pensare a un fiasco che hai fatto. Qual è il trucco per fare sempre film vincenti?

Bè, senza voler insultare nessun regista, me ne vengono in mente un paio che ho fatto.

No, dicci di più, per favore!

Ma non approfondiremo oltre stasera, perché con i social media finirebbe tutto all’istante sui loro feed Instagram. Qual è stata la mia filosofia? È molto semplice: lavorare coi registi migliori possibili. Penso che il cinema sia in sostanza il tramite del regista. Ho letto così tante sceneggiature che erano state scritte in modo fantastico che sono state poi affidate al regista sbagliato. Noi vediamo i film attraverso i loro occhi. Ci presentano il loro mondo; ci portano in un universo differente, e così per me l’obiettivo è sempre stato quello di cercare di lavorare con i migliori registi in circolazione.

Okay. Chi è la persona seduta accanto a te?

Lui è Terry Tamminen. Terry, vuoi presentarti?

[TT] Certamente, grazie, e grazie a tutti voi per averci invitato qui stasera, grazie a Tom e a tutti voi degli Scottish Business Awards. Ho avuto il piacere di incontrare il vostro Primo Ministro, la signora Sturgeon, che ovviamente ha fatto un magnifico lavoro in alcune cose che stanno a cuore alla Leonardo DiCaprio Foundation, che sta cercando di portare il mondo dalla brown economy a quella green. E come avrete potuto vedere dal trailer di Punto di Non Ritorno, siamo nel momento in cui non possiamo più aspettare a lungo. Due parole su di me: sono stato segretario della California Environmental Protection Agency per conto di un altro attore di cui avrete certamente sentito parlare – Arnold Schwarzenegger – e abbiamo approvato un sacco di leggi e norme cercando di rendere la California leader nelle tecnologie verdi e nel sistema dei trasporti e più avanti, speriamo che la fondazione sia in grado di aiutare ad influenzare gli altri a fare lo stesso. Contemporaneamente cerchiamo di salvare le specie rimanenti degli habitat in via d’estinzione che sono terribilmente minacciati da molti fattori, specialmente dal cambiamento climatico.

[LDC] Terry è veramente molto modesto. Fondamentalmente la California è diventata lo stato più progressista in politiche ambientali e la maggior parte del merito è proprio di Terry.

Terry, chi è il capo migliore? DiCaprio o Schwarzenegger?

[TT] Bè, a proposito di Instagram… tua moglie non sta riprendendo, giusto?

Così, tecnicamente, sei il suo capo? L’hai assunto?

[LDC] Suppongo di si, ma …

[TT] Lo suppongo anche io! (ride)

 

Potresti licenziarlo?

[LDC] Suppongo che potrei, ma non ho alcuna intenzione di farlo.

Insomma, deduco che nessuno di voi due abbia votato per Trump.

[LDC] Sono state elezioni molto interessanti ed essendo un fedele, appassionato ambientalista, ho realizzato quale urgente crisi a causa del cambiamento climatico ci sarebbe se questo tipo di amministrazione seguisse le tante cose che hanno promesso in campagnia elettorale. Abbiamo molto lavoro da fare. Ci sono stati cenni di rendere vano l’accordo di Parigi, togliere i finaziamenti delle Nazioni Unite, ancora trivellazioni e purtroppo ci sarà molto da discutere nei prossimi quattro anni, ma penso che il movimento ambientalista ha già parlato fortemente di come non possiamo permettere che certe cose accadano e penso che se loro vorranno continuare in quello che hanno promesso, ci sarà un’insurrezione e una forte reazione negativa.

Ho guardato il tuo film, Punto di Non Ritorno, che è brillante e sollecito tutti voi a vederlo – potete trovarlo su YouTube; potete guardarlo sul vostro telefono; è assolutamente brillante – avendolo visto e sapendo quello che voi due conoscete, posso dire che adesso Leo è un vero e proprio esperto. È stato criticato all’inizio per essere un pezzo grosso di Hollywood che non sapeva realmente quello che diceva; lui ha fatto questo per anni e sa quello di cui parla, non è vero? Per voi due, quanto pazza pensate debba essere una persona per negare il cambiamento climatico?

[LDC] Bene, a proposito di Punto di Non Ritorno, è stato un viaggio che mi ha tenuto impegnato per tre anni. Il film inizia fuori le Nazioni Unite. Io sono stato nominato Messagero di Pace e da quel momento ho viaggiato per il mondo per due anni e mezzo. Ovunque dalla Groenlandia all’Artico fino all’Indonesia, nelle piccole isole che stanno iniziando a scomparire, fino a Miami, che è sempre in allarme per il crescente livello del mare. E ancora, ho parlato con un grandissimo numero di leader politici, ma oltre a loro, con scienziati. Scienziati che hanno dedicato la loro vita a questa causa. Sai, nel documentario dichiariamo che il 97% della comunità scientifica è d’accordo nell’affermare che l’uomo sta contribuendo al cambiamento climatico. In alcuni casi si potrebbe dire che è il 99% della comunità scientifica e queste altre percentuali, devono farci chiedere dove trovano i loro finanziamenti, se dal combustibile fossile. Ma negare la scienza del clima è assolutamente un modo arcaico di pensare. Voi dovete fondamentalmente capire che queste persone sono devote a tutto quello che stanno monitorando a livello scientifico. Perfino parlare con il capo della NASA, che, alla fine del film, proietta un’immagine del mondo e mi spiega che trenta differenti satelliti stanno monitorando le precipitazioni, lo schema del tempo e delle temperature. Il fatto che il 2016 sia stato l’anno più caldo della storia preceduto dal 2015 e il 2014. Questo Luglio è stato il più caldo di sempre; abbiamo sempre più un’intensa siccità e alluvioni, un clima irregolare, tanto che la calotta di ghiaccio dell’Artico è al punto record di assottigliamento. Lo sapevate? Cosa si può dire se non che ci sono interessi finanziari nel negare che il cambiamento climatico esiste e che l’uomo contribuisce a questo? Così, tutto l’intero viaggio che mi ha permesso di realizzare questo documentario è servito veramente per trasmettere la validità scientifica del cambiamento climatico al pubblico. Sapete, conoscere Al Gore quando ero un ragazzo, vedere il suo film Una Scomoda Verità, è stata un’incredibile ispirazione per me. Ho realizzato che esistono queste crisi esistenziali per l’evoluzione umana. Il momento in cui siamo adesso – come progrediremo, il fatto che le popolazioni cresceranno sempre di più, così come le economie – contribuiranno ad un inizio di qualcosa che letteralmente colpirà ogni singolo essere umano e ogni animale sulla Terra? È un problema profondo, e frequentemente rende le persone alienate perchè è qualcosa che sfugge al nostro controllo, ecco perchè l’obiettivo di questo documentario è stato quello di far realmente capire alle persone cose come l’ecotassa sulle emissioni; o trasmettere l’idea che il loro voto veramente può contare; che anche un singolo gesto può servire, ma più di ogni altra cosa divulgare le verità scientifiche in modo incredibilmente chiaro al pubblico, perchè troppo spesso tutto sembra enorme da gestire, complesso e terribilmente confuso.

[TT] Vorrei soltanto aggiungere che se si va contro la politica del cambiamento climatico, non solo si va in qualche modo contro la scienza, ma anche contro l’economia. Come ha già menzionato Leo, il sindaco di Miami Beach – che presiede davvero una piccolissima comunità all’interno di Miami – vuole spendere quattro milioni di dollari per innalzare le strade e installare pompe che avranno lo scopo di assorbire l’eccessiva acqua dovuta all’innalzamento del mare, e queste cose non sono mai successe in passato quando avevano definiti allagamenti, quando non pioveva; il livello del mare ha raggiunto le strade. In California, quando facevo parte del governo, abbiamo stanziato dal Governo Federale quindici miliardi di dollari per rinforzare gli argini del Sacramento e del San Joaquin River intorno a San Francisco. In questo modo, c’è realmente un impatto economico, e dall’altro lato ci sono anche più guadagni, francamente, in aspetti come l’efficienza energetica; costruzioni moderne con più efficienti impianti di riscaldamento, aria condizionata e illuminazioni, che fanno risparmiare; sono lavori da fare a livello locale. Non c’è da porsi alcuna domanda su questo anche perchè ancora, certamente, si producono i gas serra. Per quanto riguarda i trasporti del futuro – intendo, le macchine di adesso hanno un miglior consumo grazie alla regolamentazione, e questo riduce i gas serra e allo stesso tempo anche gli altri fattori inquinanti. Il risultato è che la maggior parte dei nostri stati, voglio dire, noi siamo abbastanza fortunati che nel Regno Unito e negli Stati Uniti abbiamo aria più pulita, ma diamo un’occhiata a quello che sta succedendo in India e in Cina solamente perchè non hanno abbracciato le nostre stesse politiche, e quelle sono politiche che l’amministrazione di Trump sta suggerendo di adottare nuovamente. Questo incide sugli aspetti economici e noi speriamo che possiamo far cambiare idea all’amministrazione. Questa è una parte del lavoro che facciamo alla Leonardo DiCaprio Foundation. Stiamo creando qualcosa che abbiamo chiamato Planet Pledge Fund, che tenterà di sfruttare la filantropia. Perchè se ci riflettete, molti di voi sono dei filantropi. Vengono raccolti molti soldi attraverso le donazioni filantropiche, e ancora lasciatemi dire che ci sono già cento milioni di dollari di donazioni da una specifica raccolta benefica, un 5% dei quali ogni anno viene utilizzato per questa causa, ma centinaia di milioni di dollari o sterline, sono investiti in azioni e obligazioni; molte delle quali possono essere contrapposte o controintuitive rispetto alla missione della vostra beneficenza. Nel caso delle raccolte fondi ambientaliste, possono essere investite in carbone e olio e gas, e così via, quando invece potrebbero venire investite in tecnologie pulite e in progetti che aiutino il mondo a svilupparsi, non facendo gli stessi errori che abbiamo fatto. Così stiamo cercando molti alleati nella comunità filantropica per cercare di aumentare le loro donazioni e le loro risorse, e poi indirizzare i profitti nelle sfide contro il cambiamento climatico, che include ovviamente l’innalzamento del livello del mare e la questione delle specie in via d’estinzione.

So che quando hai accettato il ruolo delle Nazioni Unite ti sei lasciato coinvolgere totalmente da quello che stava succedendo al nostro mondo, il nostro meraviglioso mondo, e tuttavia sei così scoraggiato per il suo tragico destino e la sua triste sorte, al punto da sembrare irrevocabile, infatti quello che realmente dici all’inizio del tuo film è che forse hanno affidato il compito alla persona sbagliata: “Non riesco a vedere la luce alla fine del tunnel.” Tu parli degli oceani: gli oceani sono il nostro filtro naturale e ci sono indispensabili e hanno svolto il loro compito per millenni, ma adesso siamo in una situazione dove la deforestazione avanza e tu affronti questo argomento con grande spessore, e ti mostri molto scoraggiato nel tuo stesso documentario. Ma poi c’è un briciolo di speranza all’orizzonte e questa luce può diventare sempre più luminosa. Perciò, dacci un minimo di ottimismo per piacere. Per favore!

[LDC] Questo è quello che questo viaggio ha significato realmente per me. Oltre a trasmettere le verità scientifiche al pubblico, c’era una specie di domanda nella mia mente: è troppo tardi? Ci siamo spinti troppo oltre? Ci aspetta un futuro in cui inevitabilmente sentiremo gli effetti del cambiamento climatico. Non si possono arrestare i flussi di calore che inizieranno ad affliggerci oppure l’innalzamento del livello del mare; le migrazioni di massa delle persone, che abbiamo già iniziato a vedere. I profughi sono il risultato del cambiamento climatico; la perdità della biodiversità. Abbiamo perso il 50% delle nostre barriere coralline, che sono una casa per i pesci e che forniscono proteine per oltre un miliardo di persone sulla Terra. C’è un sacco di pessimismo là fuori, assolutamente. Penso che l’ispirazione, o quello che cerco di mettere in pratica col documentario, è che in sostanza noi come specie abbiamo identificato un problema, quindi dobbiamo fare qualcosa a tal proposito. La grande domanda è: possiamo farla abbastanza in fretta? Questo è il grande quesito che pongo alla fine del film. Le persone pensano sempre che il cambiamento climatico sia qualcosa che accadrà molto in avanti. Noi mostriamo cose che succedono adesso e che sono in testa alle previsioni scientifiche. Quando ero in Groenlandia ho visto che il tasso con cui la Groenlandia si sta sciogliendo è cinque o sei volte maggiore di quello che si pensava potesse essere tredici, quattordici anni fa e c’è molto da essere terrorizzati a tal proposito. Quello che mi consola è la consapevolezza che quello ambientalista è il più vasto movimento nella storia dell’umanità. È composto da persone e indivudi e paesi e attira l’attenzione dei nostri governi per far si che agiscano attraverso i loro popoli, e penso che più noi parleremo di queste dinamiche, più realmente faremo pubblicità al pianeta, alla fine della giornata. L’unica cosa da chiedersi con urgenza è: quando queste criticità succedono è troppo tardi? Le fonti di calore diventeranno sempre più calde. Fondamentalmente, meno ghiaccio avremo nell’Artico e in Groenlandia meno rifrazione avremo fuori dalla nostra atmosfera. Ci sarà sempre più calore. Dobbiamo fortemente dipendere dalla tecnologia per uscire da questa crisi, e trovo che ci sono molti sforzi filantropici da parte di persone che investono in quello che la tecnologia potrebbe diventare e penso che Terry può fornirci una lista di tutti i vari metodi che potremo utilizzare in futuro, ma quello su cui la nostra fondazione e quello su cui la mia fondazione vuole focalizzarsi è l’altra faccia della medaglia, che sarebbe proteggere i naturali meccanismi per mitigare il clima: le nostre barriere coralline; le nostre foreste. Lasciando questi posti intatti, realmente salvaguarderemo le specie che vivono all’interno di questi habitat. Le popolazioni locali li proteggono come guardiani della loro terra, lasciando la natura incontaminata. Questa è l’altra faccia della medaglia che strettamente investe nelle tecnologie per risolvere questo problema.

[TT] Lasciatemi aggiungere qualcosina perchè penso che davvero ci siano segni di speranza, anche negli Stati Uniti. Sebbene Mr. Trump abbia suggerito che vorrebbe fare marcia indietro rispetto ad alcune politiche e obiettivi sul cambiamento climatico, in un posto come la California abbiamo un portfolio standard sull’energia rinnovabile, il che significa che avremo una percentuale della nostra elettricità, una crescente percentuale, dalle energie rinnovabili in un determinato periodo di tempo. Questo non cambierà. Come ho menzionato precedentemente, le macchine sono al 98% più pure rispetto al 1950, quando sono nato, e questo non cambierà. Le persone ancora vogliono carburanti che non inquinino. Ovviamente, le lampadine al LED rimarranno e saranno sempre più economiche, in questo modo penso ci sarà molta speranza nella tecnologia, ma anche speranza nella politica che non verrà più svolta solo dai governi o dall’ONU, ma da tutti noi. La nostra fondazione collabora con un’organizzazione no-profit e con il Segretario dell’ONU sulla finanza climatica, che comprende molte banche in via di espansione, investitori istituzionali, e profitti da organizzazioni cinematografiche che cercano di investire nella green economy. Questo è quello che andremo a fare: muovere l’economia nella giusta direzione, in questo modo inizieremo a fare la cosa giusta.

[LDC] …la più grande impronta alla stessa distanza della struttura in cui è studiato il pianeta Terra. Così, come afferma nel documentario, si tratta di creare una tecnologia basata sulle batterie per il mondo e io l’ho fermato e ho detto, “Cioè, se tu hai centinaia di queste, potrebbe esserci abbastanza energia per gli interi Stati Uniti, è corretto?” e lui ha replicato “No, per il mondo intero!” Ma Tesla, non ha la capacità di attuarlo al momento, e quello che ha specificato è che abbiamo bisogno di altri imprenditori; altri paesi che saltino a bordo di questa avventura; per fornire questa tecnologia delle batterie al resto del mondo. Ciò non include il modo in cui noi otteniamo l’energia, che potrebbe essere solare o eolica, certamente, e tutte le altre differenti tecnologie, ma potrebbe essere anche la batteria, si. Quello che Elon Musk sta facendo penso sia assolutamente eccezionale. Un imprenditore che si comporta come un coraggioso pioniere di altri tempi. Un uomo che ha rischiato la sua intera fortuna molteplici volte investendo sulle tecnologie che, in sostanza, crede saranno redditizie e salveranno il pianeta. Così, davvero non ho abbastanza complimenti da fargli al riguardo.

Elon Musk è un moderno Howard Hughes?

[LDC] C’è un solo Howard Hughes, ma lui è quello che gli si avvicina di più. Assolutamente.

Quando c’è da combattere gli eroi entrano in campo e questa è una battaglia da condurre, in altre parole noi siamo la storia, la cosa ironica a proposito di questo è che il pianeta sopravviverà, siamo noi che rischiamo di scomparire. Come hanno già detto, il pianeta, il pianeta continuerà ad esistere. È solo che noi non saremo qui per vederlo. 

[LDC] Ci sono tanti eroi che ritengo tali. Ci sono tante persone che in molti modi differenti in tutto il mondo stanno ponendo le basi di questo cambiamento. Sapete, quello che davvero mi ispira, parlando della questione climatica e Terry e io abbiamo avuto molte conversazioni su dove destinare le nostre raccolte fondi, ma la mia intenzione è sempre stata “La natura non ha una voce. La biodiversità non ha una voce”. Nel documentario mostriamo e parliamo di tre grandi aree forestali sulla Terra – in Congo, in Indonesia e in Amazzonia – questi posti sono minacciati sia dalle piantagioni di olio di palma, sia da quelle di soia, in Brasile inoltre il terreno viene destinato per il pascolo. Stiamo minacciando la natura come mai fatto prima e la biodiversità ne sta soffrendo. E’ da quando il meteorite ha colpito la Terra che non abbiamo così tante specie di piante e animali che si sono estinti in un periodo di tempo così breve. Questa era l’originale intenzione della fondazione. E più la fondazione si è evoluta, più noi abbiamo ricevuto soldi dai filantropi. Non puoi proteggere le foreste quando, ne siete a conoscenza, anche in California ci sono molti incendi. Anche se l’intenzione rimane sempre quella non si riesce a proteggere tutto. C’è un motivo per cui il WWF e il NRBC hanno un orso come simbolo. Si proteggono queste specie per antonomasia e pertanto diventano una sorta di “specie ombrello”, la cui salvaguardia può assicurare protezione anche a specie meno conosciute (ndr) Proteggiamo le foreste in cui vivono, il loro ambiente, cosa predano, e tutto ciò che vive intorno ad essi. Questo è il fulcro del messaggio della nostra fondazione, ma più andiamo avanti più realizziamo che abbiamo bisogno di fare più di quanto siamo riusciti finora per contrastare questo problema e ognuno dovrebbe prenderne parte per risolvere la crisi del pianeta.

[TT] Vi dirò tre eroi in questa battaglia. Il primo fra tutti è il ragazzo seduto accanto a me. Sono nella fondazione da sette mesi e prima ancora ne avevo preso parte fin dal 1998. Lui ha tirato fuori soldi di tasca sua ogni singolo anno mettendoli a disposizione per queste cause, e non è stato strategico il suo pensare a come le altre persone potessero venire coinvolte insieme a noi in questa battaglia? Negli ultimi anni in particolare è stato instancabile, presenziando a eventi come questo; convincendo i suoi amici artisti a donare le loro opere in modo da raccogliere soldi che servissero per la fondazione ed è riuscito a raccogliere, prima che io arrivassi, sessantacinque milioni di dollari. Io ho preso parte a questa causa da molto tempo; l’ho studiata da fuori e ho realizzato quanto efficace sia. Ogni singola donazione, ogni singolo progetto ha una sorta di influenza, una sorta di potere. Così, per esempio, il nostro Elephant Crisis Fund si interessa della crisi del bracconaggio degli elefanti in un modo che è perlopiù olistico. Non si tratta solo di fermare i bracconieri; quanto piuttosto fermare chi vorrebbe commerciare l’avorio e quindi dove proviene la domanda, come l’Asia, perciò è un processo ad ampio raggio. In questo modo la fondazione è incredibilmente utile e sono davvero onorato di dare il mio contributo almeno ad un eroe. Per il secondo, devo fare il nome di più eroi. Questo ultimo anno è stato mortale per gli attivisti indigeni, così i miei eroi sono le persone che ogni giorno si alzano e vanno nelle loro comunità, nelle loro foreste, nei loro fiumi, nei loro ecosistemi; il più delle volte senza fare notizia; certamente senza essere pagati o con esibizionismo, e spesso vengono uccisi dalle persone che hanno interessi economici opposti ai loro. Dobbiamo fare qualcosa per questa problematica; dobbiamo testimoniare meglio quello che fanno e proteggerli. Come ultimo menzionerò qualcuno che non è più con noi da tempo è che è stato davvero un attivista ambientale, infatti mi alzo ogni giorno pensando a quello che ha detto : il Dottor Martin Luther King, Jr. disse, “Ciascuno di noi può essere grande, perchè ciascuno di noi è utile. Non hai bisogno di un diploma. Il tuo modo di parlare e quello che dici non occorre che siano in accordo. Ciò che ti serve è un cuore pieno di grazia!”e il tipo di persone sedute in questa stanza stasera, hanno supportato la raccolta benefica e il tipo di lavoro che facciamo ogni giorno, noi siamo davvero privilegiati; abbiamo l’occasione di essere insieme a molte persone; molti cuori pieni di grazia. Ecco quello che serve per risolvere questi problemi.

È vero, Leo, che la miglior cosa che possiamo fare tutti noi come singoli individui, se mangiamo carne, è mangiarne di meno? È giusto? Per l’ambiente? È corretto?

[LDC] È una delle cose che possiamo fare, ma si, confermo. Ho fatto un altro documentario che si chiama Cowspiracy e ho realizzato il tremendo impatto della carne bovina sull’ambiente. Non soltanto sappiamo l’esatta percentuale di cibo che gli Stati Uniti producono per il bestiame, ma ad esempio la perdita della foresta pluviale in Brasile, come dicevo prima. Ancora più di questo, il problema del metano è incredibilmente spaventoso. Fa raddoppiare lo sconforto di cui abbiamo parlato questa sera. Il problema del metano, che penso sia trenta, quaranta volte più potente dei gas serra, più del diossido di carbonio, è emesso dalla bocca della mucca e essenzialmente intrappola i gas serra nell’atmosfera. Noi mangiamo più carne rispetto a prima; questo sta assolutamente profanando le aree forestali del pianeta e inoltre tutti questi rifiuti vanno a finire negli oceani creando grandi zone morte. Quindi si, se individualmente vogliamo avere un impatto positivo sull’ambiente, dovremmo ridurre in modo consistente la quantità di carne bovina che mangiamo o non mangiarne affatto. E fondamentalmente sarà una sfida; questo è il motivo per cui molte persone, come Bill Gates ad esempio, hanno investito centinaia di milioni di dollari in aziende di prodotti bovini e realmente realizzano la carne in laboratorio, perchè è in questo modo non crea danni.

Potete passarmi un menu? Potete controllare? Perchè siete nei guai se c’è carne bovina. Niente manzo. Fantastico! Maiale!

[LDC] La cosa principale di cui vogliamo parlare è che è ironico che il nostro film sia uscito poco prima delle elezioni. Abbiamo chiesto alle persone di usare il loro voto per eleggere chi credeva nella scienza del cambiamento climatico. Non è stato necessariamente quello che è successo. Quello è stato un messaggio, ma speriamo in un futuro. Di questo film sono molto fiero. È diventato già il documentario più visto nella storia, il che mi rende molto orgoglioso. Se userete correttamente il vostro voto risuonerà in tutto il mondo.

[TT] Potrei aggiungere questo, se posso. Non è sufficiente votare per persone che credono nella scienza. Pensate quando un domani i vostri nipoti, i vostri figli vi diranno “Mamma, papà, cosa avete fatto quando il pianeta stava letteralmente bruciando?” e noi dovremmo chiederlo ai nostri leader che abbiamo eletto perchè erano quelli che credevano nella scienza. Quanto sta facendo sindaco? Supervisore? O piuttosto un comitato di persone o il presidente o il senatore o chiunque sia. Il Primo Ministro. Fortunatamente, il vostro Primo Ministro sta facendo molto, fatele un grande applauso. Bisogna chiederlo a loro e sfidarli a fare di più, indipendentemente da quanto stiano già facendo. “Non è abbastanza,” occorre diffondere questa parola. Per esempio, questa sera stiamo parlando del fatto che la Scozia è uno dei primi paesi ad aver commercializzato l’energia del moto ondoso. E’ stato un sogno per molto tempo; è una sfida tecnologica, ma adesso avete un progetto lanciato recentemente che l’intero mondo può copiare. Quindi, abbiamo davvero bisogno di diffodere questo messaggio. Usate le vostre voci e anche la nostra speranza.

Okay, grazie. Prima che ve ne andiate, noi abbiamo organizzato una piccola asta. Abbiamo deciso di dividere a metà il ricavato fra la fondazione di Tom e la tua e tu stesso hai portato un orologio con te. È uno dei tuoi, giusto?

[LDC] Si, lo è. L’ho comprato io.

Così, è usato? L’hai indossato agli Oscar? Dimmi di si.

[LDC] Certamente! (ride)

Credo di avertelo visto.

[LDC] È un Gray Face Daytona Rolex e lo autograferò per il fortunato vincitore.

Grazie infinite per essere stato qui. Cosa farai domani?

[Leonardo DiCaprio] Spero di visitare qualcosa del vostro paese. Sono stato solamente in hotel e nella sala conferenze; ho avuto un piacevole pranzo oggi, ma a parte questo, non ho visto niente.

Bene, è stata una gioia parlare con voi. Per piacere, ringraziate Leonardo e Terry!