Intervista-di-Leonardo-DiCaprio-per-la-rivista-Rolling-Stone

Leonardo DiCaprio in occasione dell’uscita in tutti i cinema di The Revenant, ha rilasciato un’intervista allo storico magazine Rolling Stone, di cui vi proponiamo i punti salienti in questo articolo. Per vedere la foto di apertura nelle sue dimensioni originali nella nostra gallery, cliccate qui.

Attore, attivista, celebrità, ambientalista appassionato e uomo disposto ad affrontare temperature sotto zero e “attacchi di un orso” per i suoi film. Leonardo DiCaprio è tutto questo e altro ancora, e il giornalista di Rolling Stone, Stephen Rodrick, ha trascorso con lui alcuni giorni per conoscere la star del cinema a cui viene dedicata la copertina di questa settimana. (La trovate cliccando qui.)

Trovandosi insieme al 41enne DiCaprio a Miami Beach, dove stava girando alcune sequenze per un documentario sui cambiamenti climatici, Rodrick si è interrogato su come il nostro prossimo probabile premio Oscar come Miglior Attore, sia andato in punta di piedi con i politici a proposito del caos che stiamo seminando nella nostra ecosfera in generale. “Non c’è alternativa, siamo ipocriti sulla questione e non ci sono un paio di ore al giorno in cui io non mi ci interroghi su. La grande domanda è: ormai è troppo tardi?” si chiede DiCaprio.

La sua “ossessione” riguardo i cambiamenti climatici è stata in parte il motivo per cui ha deciso di accettare il ruolo di un cacciatore del 19° secolo che ha sfidato gli elementi  della natura, in The Revenant, diretto dal regista Alejandro González Iñárritu.  “Abbiamo iniziato questo film con lo scopo di capire ciò che la natura voleva dirci, ” ha dichiarato, prima di aggiungere che la risposta che sia lui che il regista hanno trovato è stata “questo è un pazzo, folle messaggio da parte del clima che ci ha obbligato a interrompere la produzione. “

Alcuni dei punti salienti di questa intervista includono:

DiCaprio aveva un dipinto di Hieronymus Bosch appeso sopra la sua culla e da ragazzo ha avuto la sua dose di botte con gli altri suoi coetanei.

Alla domanda circa i suoi primi ricordi, l’attore ricorda un dipinto appeso sopra la sua culla: il famigerato “Giardino delle Delizie” del pittore Bosch, che raffigura l’ Eden distrutto dall’uomo. “Tu letteralmente vedi Adamo ed Eva quando viene concesso loro il paradiso”, spiega DiCaprio. “Poi si vede al centro [del trittico] tutta la sovrappopolazione e l’eccesso … poi l’ultimo pannello raffigura solo l’apocalisse. Quello era il mio quadro preferito”.

Ricorda inoltre come, mentre cresceva in un quartiere pericoloso dell’East Hollywood con il padre, l’artista underground George DiCaprio, il fatto che fosse già un giovane attore non impressionava i bulli della sua scuola media. “Ero un po’ un fanfarone”, ammette, “e mi trovavo in un ambiente in cui una volta ogni tanto mi arrivava qualche ceffone dagli altri ragazzi.”

Il suo documentario in corso sui cambiamenti climatici ha avuto un titolo provvisorio piuttosto “colorato”.

Dopo aver parlato con l’attore e produttore Fisher Stevens a proposito della potenziale catastrofe ecologica che sta investendo il nostro mondo, i due hanno deciso di fare un documentario sui vari modi in cui il nostro pianeta soffre e hanno intervistato gli scienziati  su cosa possiamo fare per arginare l’emergenza . L’idea iniziale di Leo per un titolo, però, non era esattamente accomodante: voleva chiamarlo Siamo fottuti? “Io sono più ottimista, mentre lui è più catastrofico”, ha rivelato Stevens. “Gli dico sempre, ‘Non essere così fottutamente pessimista, ragazzo'”.

Edward Norton ha letteralmente salvato la vita di Leo.

Mentre DiCaprio e Stevens stavano girando nelle Isole Galapagos, nel mezzo di una spedizione subacquea il serbatoio d’aria di Leo ha smesso di funzionare. Con un disperato bisogno di ossigeno, l’attore ha cominciato a farsi prendere dal panico, prima che un salvatore improbabile è venuto in suo aiuto: Edward Norton, che si trovava a sua volta immerso nelle vicinanze, ha condiviso il suo serbatoio con DiCaprio, prima che entrambi lentamente potessero nuotare verso la superficie.

A DiCaprio è piaciuto calarsi nella parte di The Revenant e vuole fare qualcosa di ancora più impegnativo.

Su tutti i tabloid, alla domanda sulle difficoltà nel girare questa storia di sopravvivenza con un pò di atmosfera Western in location remote, DiCaprio ha sempre affermato che si sentiva soddisfatto dall’esperienza. E benchè non abbia ancora di preciso in mente il suo prossimo progetto (anche se ha in opzione un libro di prossima uscita sullo scandalo delle emissioni Volkswagen), ci ha detto che ” mi piacerebbe fare qualcosa di ancora più complicato [di The Revenant]. Non lo so, come penetrare nella mente di qualcuno, esattamente come fa Travis Bickle in Taxi Driver. C’è una parola in tedesco … schadenfreude. Significa umiliazione per qualcun altro, e può essere riprodotto in film, come quando Bickle acchiappa [Cybill Shepherd] al cinema porno per il suo primo appuntamento. La tua prima reazione è tipo, ‘Oh, Dio, ti prego non farlo!’ “

Leo vorrebbe mettere su famiglia … forse.

Alla domanda se ha tempo nella sua vita per mettere su famiglia, dopo aver intrattenuto una bambina in un ristorante, DiCaprio risponde: “Intendi se voglio mettere al mondo dei bambini in un periodo come quello in cui stiamo vivendo? Se succede, succede.” Poi l’attore mette la quinta. «Preferirei non entrare nello specifico, proprio perché poi quello che dico viene citato erroneamente. Ma sì. Io non lo so. Parlare di come mi sento al riguardo può solamente essere frainteso.”

 

Traduzione a cura di LeoDiCaprio.it