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Alcuni giorni fa vi avevamo segnalato le nuove foto di Leonardo, Martin Scorsese e Jonah Hill allegate alla loro intervista per The Wall Street Journal, oggi come promesso vi proponiamo la traduzione completa dell’articolo. Molto interessante e divertente!

“I primi giorni di prove sono stati davvero, davvero intimidatori” dice l’attore Jonah Hill riguardo la sua esperienza sul set con il regista Martin Scorsese e la costar Leonardo DiCaprio per The Wolf of Wall Street. “Mi sentivo come se stessi invadendo lo spazio di qualcun altro. Vedere un regista e un attore lavorare con la sintonia che hanno Marty e Leonardo è stato per me qualcosa di mai visto prima” 

Lo sgargiante, audace blockbuster è ispirato alla storia vera del broker Jordan Belfort e alla sua ascesa – e poi discesa – degli anni ’90, durante cui ha dato inizio al celebre brokeraggio di Stratton Oakmont, causando una perdita ai suoi investitori pari a 200 milioni di dollari e l’affondamento di uno yatch di 37 metri – tutto questo mentre era accusato di frode e riciclaggio di denaro e condannato a 22 mesi di carcere (Belfort attualmente sta tentando di costruirsi una carriera come speaker motivazionale, ma gli restano ancora 110 milioni da pagare). Il film sarà la quinta collaborazione tra Scorsese e DiCaprio, dopo Gangs of New York , The Departed , The Aviator e Shutter Island . E a dirla tutta, filmare questa pellicola è un’atto che dimostra fiducia reciproca: è decisamente il loro lavoro più adulto ed esplicito. “Il nostro rapporto si è evoluto nel senso che con ogni nuovo film ci conosciamo meglio, ci fidiamo di più l’uno dell’altro e ci spingiamo un po’ più in là”, ha detto DiCaprio.

Il film drammatico Boiler Room diretto da Ben Younger nel 2000, che ha analizzato solo una piccola parte della storia di Belfort, è un film low-budget che potremmo paragonare alla bancarotta in confronto a The Wolf of Wall Street che invece ha l’aria di un investimento particolarmente proficuo!  Per immortalare il criminoso panorama di quei tempi, il duo si è posto l’obiettivo di fare un film in cui ogni frammento fosse eccessivo come l’ego di Belfort. Comunque sia, ci vogliono soldi per fare un film sui soldi: Lamborghini d’epoca, un cast esteso e le locations a Manhattan non sono certamente economici.

“E’ stato veramente un film difficile da produrre” dice DiCaprio “E’ un film vietato ai minori, è un progetto di una certa portata e complessità.”  Probabilmente tra le star di Hollywood quella maggiormente di sicuro successo, DiCaprio ha speso oltre 5 anni a sviluppare il film e, in qualche modo per ironia della sorte, a convincere i finanzieri di Wall Street a sovvenzionare quello che lui definisce il ritratto “del vero simbolo dell’avidità Americana”.

Il lungo periodo di preparazione può aver davvero migliorato il film, dato che ha permesso a DiCaprio di passare più tempo con Belfort, che è stato “incredibilmente aperto riguardo la sua vita, specialmente nelle parti più imbarazzanti.” dice DiCaprio “Ho passato molto tempo con Jordan. L’ho intervistato incessantemente e ho provato a fargli tirare fuori ogni dettaglio possibile. Abbiamo incluso nel film molti altri avvenimenti che non erano raccontati nello stesso modo nel libro.”

DiCaprio racconta che ha cercato di raccogliere certi dettagli che potevano passare in secondo piano leggendoli nel libro. “L’atteggiamento, il modo di parlare, la musica che ascoltava, le droghe che ha preso, come assumeva le droghe, gli effetti che hanno avuto sulla sua mente e sulla sua psiche.” Dopo che gli viene chiesto un esempio pratico di questa operazione di ricerca, DiCaprio descrive una scena in larga scala, nella quale Belfort organizza un party selvaggio per celebrare il successo dell’azienda: “Avevamo raggiunto la nostra quota mensile e per questo avevo organizzato una grande festa” riporta DiCaprio “una gigantesca banda musicale e un mucchio di spogliarelliste nude entrano nella sala”. I produttori si erano procurati cavalli ammaestrati, avevano ingaggiato dozzine e, anche più, di nani che sarebbero stati vestiti con dei costumi di velcro e lanciati contro il bersaglio, come riporta la biografia di Belfort. Poi, qualche giorno prima della ripresa, DiCaprio si ricordò qualcosa di cruciale della sua conversazione con Belfort e cercò Scorsese

“Dissi ‘Jordan ha menzionato che aveva anche uno scimpanzé sui pattini a rotelle e che indossava un pannolino dal quale venivano tirati fuori i biglietti  per tutti gli agenti di borsa’ e a Marty l’idea piacque , ‘Fantastico! Come lo recuperiamo uno scimpanzé?’ e io gli risposi ‘Non ne ho idea’ e lui replicò ‘Nessun problema, qualcuno ce lo troverà’”. 

Il produttore di vecchia data di Scorsese, Emma Tilinger, ride. “La scena della festa è stata coreografata nei minimi dettagli.” ha detto “Noi abbiamo fatto delle audizioni per trovare una banda musicale, ingaggiato gli animali, poi mi ha chiamato Marty “Bene, c’è uno scimpanzé che sa pattinare però è in Florida”.

Martin Scorsese: Gordon Gekko (in Wall Street di Oliver Stone) era un prestanome, un uomo affermato, un caratteristico uomo d’affari. I venditori (in Glengarry Glenn Rose di David Marmet) sono ragazzi che hanno toccato il fondo, che cercano di fare qualsiasi cosa per riuscire nelle loro vendite, si guadagnano le loro commissioni e cercano di non affogare. Marck Zuckerberg (in The Social Network) è un ragazzo single mentalmente aperto con un progetto. Jordan è qualcos’altro. Lui non ha un progetto, aldilà del fare più soldi possibile nel modo più veloce possibile. Lui entra in questo mondo, diventa un professionista del settore in modo brillante, si gode al massimo i suoi successi e perde il controllo. Jordan era un ragazzo che cercava di aggirare ogni ostacolo e ogni regola e poi, le droghe e la completa dipendenza dalla ricchezza e da tutto ciò che si era guadagnato, non gli avevano permesso di darsi un limite. Jordan rischia molto, ma lui lo fa perché fa parte del divertimento. E’ così brillante che lui prova sempre a superare i suoi limiti. “Io ho perso questo, quindi come posso provare a perdere anche quello?” e poi è stato preso.

Ero interessato alla rappresentazione in generale: la completa durata dell’azione, le tanti differenti attività, i luoghi e i rapporti interpersonali. E poi, c’era un lato di questa situazione, una terra di nessuno dove tu assumi genuinamente un comportamento criminale che ha la conseguenza di danneggiare enormemente così tante, tante altre persone, senza necessariamente che tu te ne renda conto. E’ una storia sull’ascesa e la caduta. Potete trovare questo tema in molti romanzi e film, specialmente nei film sui gangster. Il critico Robert Warshow ha scritto riguardo ciò in un famoso saggio “The Gangster as a Tragic Hero”. E’ una peculiarità di questo paese? Non ne sono sicuro, ma è la narrativa che continua a intrattenere fuori di qui, ancora e ancora e ancora.

Potrei chiedere “Data la natura del capitalismo del libero mercato, dove la regola è aumentare al massimo tutti i costi, è possibile avere un eroe dell’industria finanziaria? E dopo tutto, noi non stiamo parlando di una moda della cultura di massa. Non esistono molti eroi finanziari nella letteratura, nel teatro o nel cinema.

Leonardo DiCaprio: Abbiamo realizzato che su questo argomento erano già stati fatti dei film: Boiler Room, avendo a che fare con il brokeraggio in questo film e Wall Street. Ma noi abbiamo immediatamente capito che questo film era completamente diverso. Questo film incarna la corruzione del sogno Americano, ed è stato fatto con un grande senso sadico dell’umorismo. Noi pensiamo che è così incredibilmente oltraggioso in più di una maniera che qualsiasi cosa noi possiamo aver letto o visto, diventa qualcosa di appena eccitante.

E’ un sollievo lavorare con qualcuno che si fida di te implicitamente, ma penso che più gli anni passano e più la nostra collaborazione migliora semplicemente perché ci fidiamo molto l’uno dell’altro, specialmente in questo film. C’è stata così tanta improvvisazione che noi non avevamo mai provato prima. Abbiamo avuto ancora più libertà, proprio perché questa è una generazione che io capisco. Io ci ho vissuto. Ero a New York negli anni ‘90 e ho incontrato gente così e la musica è quella della mia generazione. Ci sono rientrato facilmente e ho cercato di documentarmi su quegli anni precisi per capire meglio. Così se qualcuno se ne usciva fuori con qualunque assurdo suggerimento, finchè rimaneva nel contesto di quel mondo, noi lo seguivamo.

Jonah Hill è probabilmente uno dei più grandi improvvisatori con cui io abbia mai lavorato. Lui non ha la minima paura di trovarsi di fronte ad un pubblico, pronto ad usare la sua incredibile spontanea, brillante conversazione. E’ capitato più di una volta che la scena abbia preso una piega totalmente diversa solo perché lui se n’era uscito fuori con qualche battuta divertente, e avremmo voluto ripeterlo finchè la pellicola del film non fosse finita e Marty ce l’avrebbe lasciato fare di nuovo da una diversa angolazione, e noi avremmo continuato a ripeterlo. Non abbiamo mai avuto la sensazione di avere a che fare con un argomento sacro, o che saremmo stati esaminati dagli studiosi di storia. Noi avevamo quest’uomo (Belfort) al centro di tutto questo, che è stato completamente aperto e disponibile a divulgare ogni imbarazzante aspetto della sua vita, dicendoci “Per cortesia, fatelo e basta” e noi lo facevamo. 

Jonah Hill: Voglio dire, essere ripreso a rallentatore da Martin Scorsese mentre sniffi cocaina, è forse il sogno di ogni attore. Niente può essere paragonabile a questo. Eccetto forse avere dei figli.

Marty è il mio eroe attuale, quindi lavorare con lui per sei mesi è stato come aver vinto alla lotteria della vita. Mi ha lasciato libero nell’ impersonare questo assurdo personaggio (Hill interpreta un personaggio di fantasia, con molte somiglianze al collega d’affari di Belfort, Danny Porush, che ha scelto di non collaborare al film). Martin mi ha detto che classifica Quei Bravi ragazzi come una commedia e io credo che sia il film più divertente che sia mai stato fatto. L’umorismo è nero e in questo film, l’umorismo prende campo da situazioni terribili. Ho girato qualche scena piuttosto selvaggia. Io non sono timido, ma sarei potuto rimanere scioccato per quello che facevamo ogni giorno. Avevo una grande dentiera, indossavo assurdi vestiti degli anni 80. Saremmo dovuti stare su uno yacht pieno di gente e lo yacht sarebbe affondato. Io guidavo una Bentley color porpora e Leo una Lamborghini. L’intero film parla della decadenza.

Io non riesco a trovare niente che mi piaccia del personaggio che interpreto. Lui si comporta come farebbe un animale: consuma droghe, donne, soldi. Guardate Taxi Driver o Casino o Re per Una Notte e ci sono persone che fanno alcune cose abbastanza terribili che però la gente ama ancora.

Io e Leo abbiamo scherzato molto. Stavamo girando una scena che includeva parecchie azioni spregevoli, e mi ricordo che parlavamo intensamente di come se avessi avuto 14 anni e avessi visto il film, io non avrei visto niente di questa brutta roba. Io ho potuto solamente constatare che quello sembrava essere il più eccitante stile di vita del mondo. Sono cresciuto con la musica hip hop ed ero proprio uno di quei ragazzini che dicevano “è quello che voglio”. Io non ci sono cresciuto dentro (al mondo dell’alta finanza)  ma so per certo che quando ero più giovane, se io e i miei amici fossimo andati a vedere questo film un venerdì sera, cosa che sicuramente avremmo fatto, noi saremmo usciti fuori dal cinema dicendo “Ahh! Diventiamo degli agenti di borsa!”

Traduzione a cura di Giulia Fiordisaggio per LeoDiCaprio.it