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Attore di fama mondiale, produttore, attivista ambientale, Messaggero di Pace dell’ ONU e adesso anche Presidente del Comitato Sostenibilità della Formula E. Di sicuro a essere Leonardo DiCaprio non ci si annoia di certo!

Come ricorderete, Leonardo si era lanciato nell’avventura della Formula E nel 2014, ma adesso lo ritroviamo presidente di questo particolare ente che avrà il compito di promuovere l’uso dei veicoli elettrici, in particolar modo nelle aree cittadine. Questo speciale Comitato, inoltre, cercherà di aumentare il livello di responsabilità sociale nelle grandi industrie e multinazionali che hanno a cuore la sostenibilità, cercando di risolvere i problemi ambientali più urgenti del mondo.

Leonardo avrà a fianco gli amministratori delegati delle aziende partner del Campionato FIA ed i suoi azionisti, oltre ad Alejandro Agag, amministratore delegato e fondatore della Formula E Holdings.

Proprio Alejandro Agag ha incontrato Leonardo a Saint Tropez quest’estate durante il Galà organizzato per raccogliere fondi a beneficio della Leonardo DiCaprio Foundation. Di seguito trovate la loro conversazione a proposito del sostegno per la Formula E e l’ attivismo ambientale del nostro attore preferito. Buona lettura!

Leonardo, ti spendi a favore dell’ambiente da tutta la tua carriera. Perché?

Mi sono reso conto della gravità di queste problematiche alla fine degli anni 90, quando ho incontrato l’allora vicepresidente alla Casa Bianca, Al Gore. Abbiamo parlato per un’ora riguardo al cambiamento climatico e su come era, ed è tutt’ora, la più grande sfida della nostra società per il prossimo millennio.

Al Gore mi ha ispirato. Ho deciso proprio in quel momento che volevo fare anche io la mia parte per proteggere il nostro pianeta, investendo il mio tempo, la mia energia, e la mia voce per far conoscere come il cambiamento climatico e l’umanità stiano influenzando in diversi modi il nostro ambiente. In poche parole credo che questo sia  il nostro dovere morale.

Sin dagli anni 90  ho lavorato in prima linea e sulla scena mondiale per portare l’attenzione su questi temi. Come ho detto in occasione del vertice ONU sul clima dello scorso anno, sono profondamente convinto che nessuno di questi problemi sia retorica e niente di tutto ciò è frutto di un’ isteria collettiva. E’ un dato di fatto.

 Hai creato la tua Fondazione, la Leonardo DiCaprio Foundation, un anno dopo l’uscita di Titanic, e da quel momento avete sostenuto 70 progetti in oltre 40 paesi del mondo e in ogni oceano e,  solo recentemente,  avete donato 15 milioni di dollari per una vastissima gamma di iniziative ambientali. Cosa avete in programma per il futuro?

La mia Fondazione si concentra sulla raccolta fondi per combattere alcune delle sfide ambientali più urgenti che affliggono il pianeta.

Il nostro lavoro raggiunge ogni angolo del globo, dal Mar Glaciale Artico fino all’Africa e l’Amazzonia. Lavoriamo anche per conservare gli ecosistemi in tutti gli oceani. Il nostro modo di operare va oltre il semplice monitoraggio dei problemi esistenti sperando di risolverli. Noi sosteniamo attivamente progetti reali, guidati da ambientalisti e leader delle comunità il cui lavoro è incredibile, spesso in circostanze molto difficili. Non vediamo l’ora di portare a termine rapidamente questi progetti e sostenerne sempre di più nel futuro.

Occorre che tutti facciano qualcosa. Credo che tutti noi, a prescindere dalla nostra posizione socio-economica o da quale parte del mondo veniamo, possiamo e dobbiamo agire per preservare il nostro ambiente, non importa quanto vasto o piccolo.

L’anno scorso, durante il vertice sul clima delle Nazioni Unite,  hai esortato i leader mondiali ad affrontare “la più grande sfida della nostra esistenza su questo pianeta.” Quali strumenti utilizzi per continuare a tenere vivo questo messaggio?

Dobbiamo mantenere viva l’attenzione, e sto usando tutte le piattaforme a mia disposizione per sollecitare l’azione su questi temi cruciali.

I social media sono uno strumento potente per promuovere cause di questo genere e mantenere alto l’interesse, non solo in occasioni dedicate all’ambiente, come la Giornata della Terra. Il nostro pianeta può essere distrutto ad ogni ora del giorno.

I Film sono un altro strumento. Nel 2014, ho prestato la mia voce per il documentario Carbon , che ha mostrato al pubblico gli impatti devastanti del cambiamento climatico. Più di recente, ho collaborato con Netflix per la produzione di importanti documentari sull’ambiente. Ad esempio, Virunga è un documentario che mostra quanto sia necessario proteggere  i gorilla di montagna presenti nel più antico parco nazionale africano, facendoci conoscere la dura realtà della vita in Congo.

Approfitto anche delle strade per l’attivismo vecchio stile. L’anno scorso ho marciato durante la  New York City’s People’s Climate March, che ha coinciso con l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sia per attirare l’attenzione di un alto numero di persone in solidarietà del nostro pianeta e allo stesso tempo per fare pressione ai capi di governo affinchè si impegnino finalmente nel fare un trattato a livello globale per affrontare il cambiamento climatico.

Qualunque strumento io decida di usare, non si tratta  solo di dire alle persone di cambiare le loro lampadine o comprare una vettura ibrida. Il mio obiettivo è quello di comunicare il fatto che il nostro pianeta si trova a un punto di non ritorno, e la finestra per poter cambiare questa situazione si sta rapidamente chiudendo.

Che ruolo può giocare la tecnologia per aiutarci a risolvere i nostri problemi ambientali?

Il nostro pianeta dispone di fonti di energia rinnovabile senza limiti. La tecnologia è stata l’anello mancante per rendere questa energia vitale e competitiva contro i combustibili fossili, ma oggi siamo finalmente pronti per fare una transizione al 100% con energia pulita e rinnovabile.

La tecnologia è un catalizzatore per l’innovazione dirompente in ogni aspetto della vita, in particolare nelle città attive e a favore della sostenibilità. Per esempio,  sono eccitato per il recente annuncio di Tesla “Powerwall”, che fornirà l’accumulo di energia alle singole abitazioni.

Il ritmo del cambiamento è incredibile. Come ha detto Nelson Mandela, sembra sempre impossibile finché non ci si riesce. Dieci anni fa non avrei mai immaginato di ricaricare la mia macchina senza nemmeno collegarla alla corrente.

Progetti come la Formula E sono come laboratori tecnologici per accelerare l’innovazione. Ad esempio, la durata della batteria dei veicoli elettrici aumenterà grazie al campionato. Il passaggio dallo sviluppo tecnologico al livello del consumatore e al consumo e di massa farà una differenza enorme.

Abbiamo tutti un ruolo da svolgere nella sostenibilità: i governi nella politica, le imprese nell’innovazione e negli investimenti e i cittadini nelle azioni quotidiane di tutti i giorni. Qual è la grande cosa che davvero produrrà il cambiamento?

 Il cambiamento arriva solo con la  partecipazione di ognuno di noi. Quando si tratta di immaginare le città del futuro, i governi, per esempio, hanno un ruolo determinante. Tuttavia, sarà difficile avere città eco sostenibili continuando a consentire il transito di auto a combustione. I governi saranno la chiave per trasformare i nostri centri urbani in aree con “solamente veicoli puliti”. Per cominciare, probabilmente si potrebbe iniziare solo nel centro storico di ogni città, ma a poco a poco l’intera area urbana dovrebbe essere aperta solo ai veicoli sostenibili. Un’altra parte importante di questa rivoluzione sarà condividere l’auto con gli altri, insieme alla tecnologia e alla regolamentazione. Tutte parti essenziali di questo cambiamento.

Che impatto avrà  il Comitato per la Sostenibilità della Formula E secondo te?

Il cambiamento climatico è sia un imperativo morale che di business. Il Comitato, riunendo i primi 10 leader della mobilità globale, manda un chiaro segnale: siamo in prima linea per contribuire a risolvere la crisi climatica!

Il business sostenibile è la via del futuro. Mi congratulo con aziende come la Formula E, per il lancio di un campionato mondiale con auto elettriche, e con Apple, che opera negli Stati Uniti con fonti rinnovabili al 100%, e con  Warren Buffet Berkshire Hathaway Energy che ha abbandonato il carbone a favore delle fonti energetiche rinnovabili.

Perché hai deciso di sostenere la Formula E?

Ho sentito parlare di Formula E la prima volta a New York più di tre anni fa, quando era solo un’idea. Da allora, ho sostenuto il campionato e sono rimasto stupito di quanta strada è stata fatta in questi primi anni. Alcuni erano critici e credevano che la Formula E sarebbe fallita, e penso che tu e la tua squadra abbiate fatto un lavoro incredibile dimostrando che quelle critiche erano sbagliate e rendendo il vostro sogno una realtà. La Formula E  può essere davvero un potente strumento nel cambiare la percezione delle persone sulle auto elettriche.

Sono  stato anche attratto dal fatto che la Formula E corra solo nei centri urbani. Sono preoccupato per le città. Sono delle bombe ad orologeria per l’ambiente. Nei prossimi 20 anni, l’80% della popolazione mondiale vivrà nelle città e questo significherà una domanda crescente sulle già scarse risorse naturali, più di quanto il pianeta può eventualmente gestire.

Le città del futuro dovranno essere intelligenti e sostenibili. La tecnologia sarà fondamentale per questo. Uno dei modi più importanti per ridurre l’inquinamento in città è investire in servizi di trasporto intelligenti. Qui è dove le auto elettriche entrano in gioco, perché più auto elettriche saranno sulla strade, più avremo un miglioramento della qualità dell’aria a beneficio sia delle persone che il pianeta.

Io sogno queste città, dove le persone e mezzi di trasporto sono interconnessi fra loro in modo saggio, e dove ci sia la disponibilità di risorse naturali e sostenibili come l’energia solare. Questo è un futuro per cui vale la pena lottare. Progetti come la Formula E contribuiranno a far si che si possa avverare tutto ciò.

Tu stesso guidi un’ auto elettrica. Cosa c’è di così diverso nel guidare veicoli elettrici?

La prima volta che il pubblico ha conosciuto le mie intenzioni come attivista ambientale è stato durante la mia apparizione agli Oscar al volante di una Toyota Prius. Sono costantemente fotografato quando lascio la mia casa, quindi questo è stato un modo creativo in cui ho potuto mostrare il mio impegno nell’ essere un ambientalista.

Credo che sia importante sostenere le nuove tecnologie che stanno cercando di fare la differenza. Il futuro del nostro pianeta dipende dalla nostra capacità di abbracciare soluzioni come i veicoli a energia pulita a basso consumo.

La cosa migliore delle auto elettriche è il loro rumore, il modo in cui si guidano e la facilità nel farlo. Sono anche veloci, facili da usare e molto belle. È sufficiente collegarle ogni notte come se fossero il nostro cellulare.

Mi piacerebbe fare un giro su una macchina di Formula E. Forse mi ci vedrete al volante molto presto.

 

Traduzione a cura di LeoDiCaprio.it