“Se DiCaprio è diventato il mio attore preferito è soprattutto merito di Pezzulli”

Mi sono permessa di fare qualche ricerca sul web per vedere cosa ne pensava il resto delle persone oltre a me e dando un’occhiata ai commenti di un’intervista a Francesco Pezzulli postata su YouTube ho trovato questo. Ad essere sincera fino ad ora non mi ero mai soffermata molto a riflettere su ciò che riguarda il ruolo del doppiatore. Anzi, credo di averla snobbata un po’ come figura, benchè da tanti anni appassionata di cinema.

Quando guardo un film che mi piace, la prima cosa che dico è: “Caspita, che bravo questo attore!”. Non penso mi sia mai capitato di cominciare con: “Caspita, il doppiaggio è davvero fantastico!”.

Ricordo che una volta, quando ero più piccolina, mi ero fatta qualche domanda a riguardo. Così avevo chiesto: “Papà, ma in base a cosa un doppiatore può essere definito bravo o meno bravo? E soprattutto perché i film non li lasciano con i sottotitoli e basta?”.

Mio padre aveva risposto che la bravura di un doppiatore sta principalmente nel cercare di seguire il labiale mettendoci sopra una lingua differente da quella originale. Effettivamente non faceva una piega. In alcuni film, la non coincidenza delle parole con il movimento delle labbra era davvero sottilissima e la si poteva cogliere solo se si stava molto attenti.

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Poi aveva aggiunto che l’Italia è uno dei pochi paesi in cui viene applicato il doppiaggio sui film in lingua straniera e oltretutto il nostro paese vanta la tradizione più antica ed eccellente. E così mi si era aperto un mondo. Ogni volta che mi mettevo sul divano davanti ad un bel film, con una ciotola di popcorn tra le mani, inizialmente mi limitavo a guardarlo doppiato, poi (se avevo tempo lo stesso pomeriggio, altrimenti un altro giorno) lo riguardavo in lingua originale. Naturalmente a questa doppia visione seguiva un mio giudizio su quale delle due versioni fosse la migliore, in base alle emozioni che mi avevano suscitato o a quanto fossero riuscite a “prendermi”. E così ho continuato a fare sino ad ora. Devo ammettere che la maggior parte delle volte la versione in lingua originale (solitamente inglese, visto che le altre lingue non sono proprio il mio forte) ha sempre vinto su quella in italiano.

Fatta eccezione per alcuni film, tra cui appunto, quelli di Leonardo DiCaprio doppiati da Francesco Pezzulli, in cui, a dirla tutta, non ho saputo cosa scegliere.

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Partiamo intanto dal fatto che Mr. DiCaprio non è Mr. DiCaprio senza la voce di Francesco Pezzulli. Ormai ogni fan che si rispetti ha imparato ad associare il suo volto alla voce del bravo Francesco che, un po’ per fortuna e un po’ per bravura, assomiglia moltissimo all’originale. Parliamoci chiaro: ci sono anche stati altri doppiatori che si sono cimentati nell’impresa di doppiare il nostro Leonardo e tutti con risultati più che apprezzabili. Però… per quanto mi riguarda resta sempre un però. Ad esempio: prendiamo un film: La stanza di Marvin (anche se definirlo un film penso sia un po’ una stupidaggine visto che lo conoscerete tutti), dove Leonardo, che veste nei panni di Hank, non è doppiato da Francesco Pezzulli. Ora, non voglio certo dire che la sua interpretazione sia stata compromessa dal doppiaggio diverso dal solito, perché sarebbe una vera e propria cavolata, però l’insieme finale, il puzzle al completo, non mi ha convinto. Mia madre dice che è solo una questione di abitudine, e con ogni probabilità  è così, ma allora come mai negli altri film, quelli doppiati da Francesco Pezzulli, le emozioni arrivano molto più forti e concise?

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A questo punto mi sono data una seconda risposta alla domanda che avevo fatto un paio di anni fa a mio padre. La bravura di un doppiatore sta soprattutto nel fatto di riuscire a trasmettere emozioni, quelle stesse emozioni che i personaggi di un film cercano di trasmettere con i loro gesti e le loro azioni.

Sinceramente non so con esattezza come funzioni in una sala di doppiaggio. Però non credo che essere un doppiatore significhi semplicemente ripetere davanti a un microfono la frase scritta sul copione. Oltre all’evidente difficoltà dell’andare in sincrono con l’attore sullo schermo, il doppiatore deve recitare a sua volta la scena. Possiamo parlare infatti di doppi – attori, perché chi pratica doppiaggio, oltre ad avere di natura una bella voce, deve essere prima di tutto anche un ottimo interprete. Francesco Pezzulli incarna alla perfezione questa veste. Ovviamente avere la possibilità di doppiare un attore di razza come Leonardo è un’arma a doppio taglio. Se da una parte si trova molto facilitato data la bravura del soggetto, allo stesso tempo ad ogni performance dovrà necessariamente alzare il suo livello per stare di pari passo con un DiCaprio sempre più bravo ad ogni film. Francesco Pezzulli però riesce sempre a trasmetterci lo stesso spessore e carattere del nostro attore preferito. Si può dire che è cresciuto insieme a lui: praticamente coetanei, ha iniziato a doppiare Leonardo in Genitori in blue jeans quando erano entrambi due ragazzini, salvo concedersi una breve parentesi di distacco, per poi ritrovarsi nel film che indubbiamente ha consacrato la carriera di entrambi: Titanic.

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Riuscite ad immaginare un Jack Dawson con una voce diversa da quella che abbiamo imparato a conoscere la prima volta che lo abbiamo visto? Chiudete gli occhi e rispondete sinceramente. Immagino che molti di voi, per non dire tutti, abbiate risposto di no.

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A parte quindi l’indubbio talento di Francesco Pezzulli, è bene ricordare che noi pubblico italiano abbiamo avuto la possibilità, anzi la fortuna di avere un abbinamento attore – doppiatore incredibile che solo in pochi altri casi si è concretizzato in un modo così perfetto e longevo. Sappiamo che Leonardo e Francesco si sono incontrati solo una volta ai tempi di Gangs of New York, quando il film si girava a Cinecittà a Roma. Francesco Pezzulli ha rivelato che, mentre i due scambiavano qualche parola, provava l’istinto di parlare sopra a Leonardo ogni volta che apriva bocca, come se si fosse trovato in sala pronto per il suo turno di doppiaggio. Ha detto che sentiva di conoscere perfettamente quella persona dopo averlo studiato per così tanti anni, al punto da saper anticipare le sue movenze o i suoi gesti. Non possiamo sapere cosa abbia pensato Leonardo DiCaprio in quel frangente, ma secondo me potrebbe essere stato qualcosa come: “Ho il migliore doppiatore del mondo!”.

Articolo a cura di Teresa Ruffato per LeoDiCaprio.it