Leonardo-DiCaprio-intervistato-dal-magazine-Shortlist

Leonardo ha rilasciato qualche giorno fa un’intervista a Shortlist, noto magazine britannico, di cui vi proponiamo di seguito la traduzione completa. Vi auguriamo come sempre una buona lettura!

 

Non che siamo esperti in materia, ma essere una superstar internazionale da quando si è poco più che un adolescente dovrebbe comportare un qualche effetto dannoso; un minimo di paranoia forse, un odio irrazionale verso le finestre non colorate, ma anche un debole per quei sandwiches perfettamente triangolari che si trovano solo negli alberghi di lusso. Ma, in realtà, Leo DiCaprio, sembra essere sfuggito a questi comportamenti ed è piuttosto sorprendente se si considera che era l’attore più famoso del mondo a soli  22 anni e a 30 aveva preso il posto di Robert De Niro come pupillo di di Martin Scorsese.

La sua ultima impresa è l’epica storia  di sopravvivenza The Revenant per la quale già si vocifera otterrà la nomination agli Oscar. Iniziamo un viaggio lungo la Memory Lane, ritornando a quando avevamo parlato con lui nel 2010, in occasione dell’uscita di Inception, quando avevamo estratto i suoi ricordi su alcuni dei ruoli in cui lo abbiamo visto in azione.

Preferisci essere chiamato Leo o Leonardo?

Vanno bene entrambi. La maggior parte delle persone mi chiama Leo.

Nessun agente ha tentato di farti cambiare nome?

Sì, quando avevo 11 anni, quando avevo deciso di fare l’attore professionalmente. Siamo andati da un agente e loro volevano cambiare il mio nome in Lenny Williams.

Che non è cool …

Non proprio. Trovavano il mio nome troppo etnico e che non sarei riuscito ad ottenere molti ruoli. Questo mi ha ostacolato per un certo numero di anni per riuscire a diventare un attore. Ci ho riprovato di nuovo due anni dopo, quando avevo 13 anni e ho trovato un agente che ha accettato il mio nome.

Hai guadagnato una nomination agli Oscar subito dopo. Come ci si sente quando si hanno solo 19 anni?

Per Gilbert Grape, sì. E io assolutamente non sapevo come reagire a questa cosa. Mi ricordo che ero uscito dallo screening del film  e qualcuno mi ha detto di quanto pensavano fosse fantastica la mia performance e che c’erano molte possibilità per me di essere nominato. Non avevo mai sentito niente del genere prima. Era tutto completamente confuso. Non capivo quanto fosse difficile realizzare qualcosa di simile.

Quando è stata l’ultima volta che ha visto Buon compleanno Mr. Grape?

Un paio di anni fa.

Ritrovi qualcosa di te in quel ragazzo?

Per questo film e Voglia di Ricominciare soprattutto, per entrambi i film provo parecchia nostalgia. A volte è emozionante vederli perché mi sento come se fossi di nuovo quel ragazzo. Davvero sono incredibilmente felice di aver avuto la possibilità di farli. Mi ricordo un sacco di momenti sul set come se fosse ieri, e soprattutto lavorare con persone come De Niro e (Johnny) Depp a quell’età è stato come vincere la lotteria.

Hai mai pensato che  la ‘Leo-mania’ fosse qualcosa di spropositato e che fosse iniziata troppo presto?

Ho pensato a questa domanda moltissimo. Un sacco di persone possono guardare a ciò che ho fatto nella mia carriera e affermare che c’è stato un periodo in cui ho cercato di diventare, forse, una star del cinema, di per sé, (e) ho cercato di prendere parte alle grandi produzioni cinematografiche. 

C’è un pò di verità in questo?

La verità a tal proposito è che, c’è stato un periodo di tempo, proprio agli inizi, in cui ho iniziato a guardare i film e mi ero fatto degli eroi nell’industria del cinema, degli attori – modello. Ma io sento di essere stato coerente coi miei sogni e su che attore volevo diventare. 

Questo ha a che fare con la tua sfumata partecipazione in Batman Forever nel ruolo di Robin? C’è una voce al riguardo, sul fatto che avevi sostenuto un provino…

Non ho mai fatto alcun provino. Ho avuto un incontro con Joel Schumacher. E ‘stato solo un incontro ed è finita lì.

Volevi veramente quella parte?

Ehm, non credo che lo volessi fare. No. (ride). Ricordo che ho preso parte all’incontro, ma non volevo interpretare quel ruolo. Joel Schumacher è un regista di grande talento, ma non credo che fossi pronto per qualcosa di simile.

Ti senti come se avessi schivato una pallottola?

(Ride.)

Eri in trattative per interpretare Anakin Skywalker nel prequel di Star Wars?

Ho avuto anche in questo caso un incontro con George Lucas, sì.

Che è successo?

Stesso epilogo (ride).

Lui ti voleva, ma a te non interessava?

Uhm, esatto. Precisamente.

Come mai?

Ancora una volta, proprio non mi sentivo pronto a fare quel salto. A quel punto della mia carriera.

Quanto sei andato vicino a interpretare Spider-Man prima che il tuo amico Tobey Maguire ottenesse la parte?

Ehm, quella è stata un’altra di quelle situazioni, simile a quella di Robin, dove non mi sentivo pronto a interpretare quel tipo di ruolo un’altra volta. Mi hanno comunque contattato per la parte.

Ti piacerebbe interpretare un supereroe?

Non si sa mai. Non si sa mai. In questo tipo di film stanno realizzando personaggi sempre migliori, per quanto complessi. Io non l’ho ancora fatto. Ma no, non escludo niente.

Inception, di Chris Nolan, è piuttosto strabiliante. Quanto stimi Nolan?

Solo uno o due altri registi sarebbero stati in grado di realizzare questo film. Non è certamente qualcosa a cui puoi prendere parte molto spesso. Ed è un film il cui merito è davvero tutto di Chris Nolan.

Parlando sinceramente, hai capito lo script quando lo hai letto?

Beh, non è che la sceneggiatura fosse incomprensibile. Abbiamo a che fare con un uomo che fa parte di un’organizzazione non legale nella quale innestano i sogni nella mente delle persone ed è anche ossessionato dai suoi incubi che continuano a  infiltrarsi nella sua mente e a sabotargli le idee.

Hai visitato degli ospedali psichiatrici per prepararti a interpretare Shutter Island. Qual è la cosa più estrema che hai mai fatto per prepararti a un ruolo?

Beh, il punto è che non c’era davvero niente per prepararsi per questo film. Stai sognando. Ho letto l’analisi di Freud dei sogni, ma mi sono reso conto che questo film è, a tutti gli effetti, bloccato nella mente di Chris Nolan. La mia preparazione è stata questa: parlare con lui che ha cercato di trasmettermi questo concetto che ha vagato nella sua mente per otto anni.

 

Hai mai fatto un sogno che è rimasto bloccato nella tua memoria?

Io non sono un grande sognatore. Li faccio e poi me ne dimentico immediatamente.

Mai provato l’esperienza del sogno lucido o di droghe allucinogene che creano un mondo di sogno?

Vuoi dire come il peyote o … qual è l’altra droga per cui la gente va in Brasile per cercarla? E ‘, ehm … non mi ricordo il nome. Un paio di miei amici l’hanno provata.

Ma tu non l’hai mai provata?

Mai provata. Ma dei miei amici sono andati fino alle foreste pluviali del Brasile e in Perù e preso alcuni di questi farmaci che ti fanno vomitare per tre giorni e vedere i propri sogni in uno stato di veglia. Le storie che mi hanno raccontato sono state piuttosto profonde – non hanno mai più guardato la realtà allo stesso modo. Ha davvero cambiato le loro vite. Ha fatto si che loro guardassero la realtà in completamente diverso.

Hai mai avuto la tentazione di provare?

Se sono stato tentato? Chi lo sa? Un giorno magari, ma non l’ho ancora fatto.

Nolan e Scorsese ti adorano. Stai ottenendo tantissimi ruoli degni di nota. Ti senti come se fossi più rispettato adesso?

No, la verità è che ho passato pochissimo tempo cercando di capire come ottenere il consenso. Quanto più si cerca di controllarlo, meno si capisce quello che vuole la gente. E ‘un enorme spreco di tempo, credo. Non penso che il pubblico voglia che tu faccia sempre la stessa cosa o che magari tenti aggressivamente di dimostrare che puoi fare anche qualcosa di diverso.

E’ vero che hai rotto il naso di Daniel Day-Lewis, durante una scena di lotta in Gangs of New York?

No. Non è vero. Lui si è rotto il naso da solo. C’era una scena, e forse l’equivoco è nato per questo, in cui doveva prendere a testate la mia faccia dopo che avevo cercato di assassinarlo di fronte a una pagoda.

Si è rotto il naso sulla tua faccia?

Doveva darmi una testata, ma non c’ero io in realtà. Al mio posto c’era un cuscino o un sacchetto di sabbia o qualcosa di simile. Così si è rotto il naso. Si è fatto male alla faccia colpendo la videocamera. Io non ero neanche vicino alla cinepresa.

Hai mai fatto a botte veramente?

Sì! (Ride) Sì.

Raccontaci!

Oh, sai, voglio dire, alle medie e al liceo, sono cresciuto in una specie di zona malfamata ed ero molto più piccolo di quello che sono ora. Non mi sono alzato di statura fino a quando ho compiuto 15 anni. Così dovevo sempre fare a botte, era  il mio modo per avere credibilità a scuola e si concludeva sempre con gli altri, i ragazzi più forti.

Così hai preso parte a tante risse?

Ho fatto a botte un sacco di volte a scuola. E a volte anche dopo la scuola, ma io sono  sempre stato un tipo che non se le andava a cercare e non ho mai approvato questo genere di cose. Non è mai qualcosa che ti fa sentire bene dopo. Questo è certo. 

Hai un account Twitter. Twitti tu o uno staff che lo fa al tuo posto?

Sono io che twitto, sulla questione ambientale per cui ho lavorato negli ultimi otto mesi. Sono appena stato in Nepal e in Bhutan e ho intenzione di visitare alcuni altri posti  per collaborare con il World Wildlife Fund sul tentativo di salvare l’ultima delle tigri selvatiche, perché ne sono rimaste solo 3.200. Ho intenzione di rinnovare il mio sito web e cercare di fare una sezione su Internet con tutto quello che sto facendo dal punto di vista filantropico.

Doni moltissimi soldi in beneficenza. Che cosa spendi per te stesso?

In realtà non sono il tipo di persona che spende i suoi soldi in molte cose di lusso. Sono un collezionista. Colleziono opere d’arte e manifesti cinematografici d’epoca e cose del genere.

Cosa fai quando non stai girando film?

Viaggio. Ho viaggiato tutto quest’anno e sono andato in un sacco di luoghi interessanti che ho sempre voluto vedere e visitare. Questo è quello che faccio nel mio tempo libero. Questo, e cercare di trovare il prossimo buon film da fare. Trovare anche nuovi progetti da sviluppare con la mia società di produzione. L’acquisto di diritti di film penso possa essere interessante. Ma anche scoprire nuovi posti nel mondo e prendere parte a movimenti ecologisti. Ecco dove trascorro la maggior parte del mio tempo quando non sto lavorando.

Qual è il posto più bello che hai visitato?

Wow … ce ne sono un bel po ‘. Per esempio, quando ho girato The Beach in Thailandia, quello è stato uno dei posti più belli che io abbia mai visto. Io sono anche un grande appassionato di immersioni, così appena sono arrivato alle Galapagos e visto dove (Charles) Darwin ha formato la sua teoria dell’evoluzione, è stato piuttosto spettacolare.

Dove altro ci consiglieresti di fare immersioni?

Non c’è niente di meglio che la Grande Barriera Corallina. Per questo, il Belize è incredibile. Sono stato nel Blue Hole, con gli squali della barriera, le stalattiti e tutto. Vale sicuramente la pena andarci.

 

Traduzione a cura di LeoDiCaprio.it