tom-hardy1

Come sapete, questa settimana vogliamo dare spazio alle storie dei fan che hanno un episodio “da sogno” da raccontare per celebrare i 3 anni dell’uscita di “Inception” in Italia. Oggi è la volta della nostra collaboratrice Simona, che ha incontrato Tom Hardy, che sicuramente ricorderete per la sua interpretazione Eames nel capolavoro di Christopher Nolan. Buona lettura!

8.30 del mattino: sono comodamente seduta su un aereo che da Napoli mi porterà in breve a Venezia, meta del mio viaggio che ho deciso di intraprendere per incontrare finalmente quattro attori che hanno lavorato a stretto contatto con Leonardo DiCaprio, ovvero Tom Hardy (Inception), Christoph Waltz (Django Unchained), Matt Damon (The Departed) e David Thewlis (Poeti dall’Inferno).  In aereo dormono un po’ tutti e questo mi spinge a pensare a Inception, non a caso davanti a me è seduto proprio un uomo di origine giapponese. Comincio così a fantasticare e penso a quello che potrò dire una volta incontrato Tom Hardy, ammesso che riesca a farlo.  Soprattutto mi preoccupa il fatto di essere partita all’ultimo momento e quindi di stare troppo dietro su un red carpet, come quello di Venezia, di solito invaso anche dai non fans. Giunta a Venezia mi viene confermata ufficialmente una voce che già correva sul web: Matt Damon e Christoph Waltz,non ci saranno perché impegnati sul set. Scoraggiata in parte dalla notizia, mi dirigo comunque al Lido in cerca degli altri due e pronta a presidiare il red carpet per tutta la giornata.

tom-hardy3

Una volta lì decido di andare a mangiare qualcosa al Village con la mia amica Ivana che è a Venezia dall’inizio della 70ª Mostra di Arte Cinematografica. Piena di entusiasmo mi racconta dei giorni precedenti e soprattutto dell’ultimo importante avvenimento, infatti non solo ha partecipato alla conferenza stampa di Tom Hardy ma alla fine, sgattaiolando tra i vari giornalisti, è riuscita anche a farsi autografare la sua tesi sulla trilogia del Cavaliere Oscuro capolavoro di Christopher Nolan, senza riuscire,  però, ad ottenere una foto. Contentissima per lei, suggerisco una tattica per beccare Tom che, da quanto sappiamo, dopo la conferenza si è diretto anche lui a pranzo. Mentre decidiamo sul da farsi ci incamminiamo verso il red carpet passando nei pressi della Sala Volpi; siamo in cinque, Ivana cammina qualche passo avanti a me insieme ad Alessia, un’altra grande amica e io sono più dietro con Elia e Sabino, compagni fidati in questo folle viaggio a Venezia quando, ad un tratto, sento solo la voce di Ivana che mi dice: “Simona corri c’è Tom!”. Mi guardo intorno e lo vedo dietro una transenna laterale circondato da una decina di fans, in un attimo mi trasformo in Usain Bolt e mi catapulto nelle prime file, lo chiamo, si gira e mi sorride. Si avvicina senza problemi ed è molto disponibile, la sua assistente è così gentile  che scatta addirittura le foto con il cellulare che velocemente il mio amico Elia gli ha passato. Tom capisce che facciamo parte dei suoi veri fans e si trattiene per qualche altra foto che stavolta gli scattiamo a turno io ed Ivana.

tom-hardy2

Sono da un paio d’ore al Lido e ho già raggiunto il mio obiettivo principale, sono troppo emozionata, mi è sembrato tutto troppo facile. Farfuglio qualcosa sul progetto di Tom per la salvaguardia degli elefanti, ricordo solo che continuavo a ripetere “Elephants…elephants!”. Lui ci guarda un’ultima volta, ci sorride, ci ringrazia e va via. Io mi giro verso i miei amici e con l’aplomb che mi contraddistingue grido: “I suoi occhi hanno visto Leo, la mano che gli ho appena stretto è la stessa che ha stretto lui!”, tra le risate generali passa questo momento da “stalker” e penso che Tom è davvero un grande professionista. La sera lo vedo sfilare elegantissimo in smoking nero sul carpet ma non interferisco, io ho già avuto il mio momento “semi-privato” di gloria, é tempo che se lo godano le altre fans.

tom-hardy4

Sognante torno nell’appartamento che abbiamo preso in affitto, è l’1.30 accendo il televisore è su Rai Movie trasmettono “The Aviator” che è ormai quasi alla fine, con un filo di voce sussurro al primo piano di DiCaprio che campeggia sul televisore: “Un giorno io e te ci incontreremo” e mi addormento… Risuona nelle mie orecchie la canzone di Edith Piaf “Non, je ne regrette rien”, sobbalzo,  sono seduta di nuovo in aereo e mi sono appena svegliata dal mio orecchio penzola una cuffia dell’mp3, mi guardo intorno e tutti sonnecchiano.  La prima cosa che penso è: “non è possibile! è stato solo un sogno,  l’avevo detto che era stato troppo facile!”, infilo la mano in tasca, prendo la trottola di metallo e la lascio girare… trepidante aspetto e finalmente si ferma: non è stato un sogno. Non convinta prendo il mio block-notes dalla borsa,  lo sfoglio e trovo il suo autografo, sospiro e penso: “Ho incontrato veramente Tom Hardy!”.

 

Puntualizziamo che il progetto sugli elefanti a cui Simona si riferisce è quello promosso da Leonardo su Twitter alcune settimane fa:

Restate sintonizzati perchè domani è in arrivo un altro racconto!